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Arte al futuro, un’indagine sulla produzione culturale indipendente in Italia

Una ricerca approfondita che indaga le dinamiche professionali delle comunità creative contemporanee, le occasioni e le fragilità nei diversi stadi di sviluppo, i fattori che maggiormente influiscono sulla definizione delle carriere artistiche contemporanee.

Quali sono i percorsi formativi in ambito creativo e culturale? Quali sono le dinamiche professionali delle odierne comunità creative? Quali le opportunità e le fragilità nei diversi stadi delle carriere artistiche contemporanee? Quali fattori incidono maggiormente sullo sviluppo dei percorsi lavorativi in ambito culturale?

Queste le domande alle quali il report illustrato nel testo Arte al Futuro – Indagine sulle carriere artistiche emergenti e la produzione culturale indipendente in Italia cerca di trovare delle risposte. Si tratta di una delle prime ricognizioni sistematiche a livello italiano che cerca di mettere luce sul mondo delle carriere artistiche e culturali, indagandone le trasformazioni e i modelli organizzativi e di produzione.

L’indagine è stata svolta attraverso la somministrazione di un questionario online nel biennio 2019/2020 su un campione di soggetti dai 18 ai 35 anni attualmente inseriti in percorsi di formazione per carriere artistiche o che considerano terminato tale percorso da meno di 5 anni. La ricerca è volta a comprendere le trasformazioni in corso, a raccogliere le istanze di artisti e di operatori di settore e a formulare delle risposte traducibili in azioni concrete puntando sulla relazione tra cultura, economia, sviluppo territoriale e benessere sociale. Viene esplorato il panorama artistico nazionale sottolineando l’importanza di investire sulla qualità della produzione artistica e culturale a partire dai percorsi di formazione. Emerge la necessità di sostenere dei processi creativi che possano delineare delle opportunità e allo stesso tempo delle sfide all’interno dei percorsi di affermazione professionale, in modo da poter contribuire alla formulazione di efficaci risposte a problemi della comunità.

‘Uno strumento di conoscenza e orientamento che auspichiamo possa contribuire ad individuare questioni chiave del presente e del futuro, per trarre soluzioni praticabili e direzioni adeguate da intraprendere con interventi mirati e politiche nazionali di sistema.’ – Marco Alessandro Giusta, Il Presidente GAI

L’indagine è stata svolta e promossa da GAI – Associazione per il Circuito dei Giovani Artisti Italiani, un’associazione non profit che ha come scopo quello di sostenere le nuove generazioni artistiche tramite iniziative di promozione, produzione, mobilità internazionale e ricerca. Il lavoro è stato effettuato in partnership con Fondazione Santagata per l’Economia della Cultura, la cui missione è la gestione del patrimonio culturale, con particolare riferimento allo sviluppo economico dei territori, alla produzione di cultura e all’innovazione culturale; con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo.

 Il testo Arte al futuro è stato curato da Enrico Eraldo Bertacchini, professore associato di Scienza delle Finanze presso il Dipartimento di Economia “Cognetti de Martiis” dell’Università di Torino e Paola Borrione, dal 2018 Head of Research di Fondazione Santagata per l’Economia della Cultura e Dottore di ricerca in Studi Culturali (Università di Siena).

L’analisi, condotta su un campione esteso e variegato di profili artistici, fa subito emergere come le attività artistiche abbiano un forte e crescente impatto socioeconomico sullo sviluppo locale e nazionale. Allo stesso tempo le giovani carriere artistiche sono caratterizzate da una forte incertezza nel processo di affermazione professionale. Ci troviamo di fronte a un settore eterogeneo e deregolamentato che pone molte difficoltà agli artisti sia dal punto di vista retributivo che per quanto riguarda la continuità del proprio lavoro.

Il rapporto evidenzia come la gran parte degli intervistati abbia scelto il percorso artistico mossa da una forte passione personale (88% di consenso) ma che il lavoro che svolgono spesso non li rende soddisfatti. Emerge infatti come questi non riescano a mantenersi unicamente grazie al reddito ottenuto dal lavoro artistico ma devono ricorrere ad attività lavorative in altri settori per guadagnarsi da vivere in modo indipendente. Il 52% degli intervistati dichiara che il proprio reddito da lavoro artistico è al di sotto dei 5.000 € annui. Fin dalla giovane età gli artisti sono quindi predisposti a carriere frammentarie con la tendenza ad accumulare più lavori; e soltanto in un’età più avanzata riescono a stabilizzarsi unicamente nel settore creativo. Il report sottolinea il bisogno di un inquadramento più solido delle carriere che possa essere la base per un riconoscimento dei lavoratori di questo settore. Allo stesso tempo però la solidità auspicata non dev’essere interpretata in modo tanto rigido da togliere unicità all’artista e rinchiuderlo nella sua specificità. Infatti, spesso, si osserva nel giovane artista una compresenza di più abilità artistiche al fine di costruire una carriera multidisciplinare.

Un altro fattore interessante che emerge è il giudizio sulla formazione all’estero; questa infatti viene vista, in confronto alle università italiane, più dinamica e maggiormente capace di fornire occasioni e strumenti per poter mettersi alla prova rispetto alla professione futura. In Italia si assiste a una grande difficoltà per i giovani artisti a riuscire ad entrare nel mondo del lavoro; emerge la necessità di ripensare i servizi e i programmi che vengono offerti dalla classica formazione per poter fornire delle competenze più adeguate al mercato del lavoro contemporaneo. In generale la mobilità, sia durante il percorso di formazione che durante le prime fasi della carriera, viene considerata un fattore importante per lo sviluppo della professionalità in ambito artistico e culturale.

L’affermazione della propria carriera artistica è attualmente un percorso lungo e difficile, durante il quale, come già sottolineato, si è spesso costretti a ricorrere a lavori complementari (multiple job holding) per riuscire a raggiungere un sostentamento sufficiente.  Il report sottolinea come questa condizione sia legata sia alla mancanza di contatti professionali, che dovrebbero invece essere un punto di partenza per l’affermazione dell’artista, sia al disallineamento tra la domanda e l’offerta nel mercato del lavoro culturale nel nostro paese, legato a una scarsa capacità di programmazione dei percorsi di studio.

 Gli istituti di formazione artistica si trovano a dover rispondere a nuove sfide, con la costruzione di nuovi percorsi di formazione più adeguati allo sviluppo delle carriere professionali artistiche. Questi devono concentrarsi su competenze e capacità che sono sempre più richieste nel mercato del lavoro, quali ad esempio le competenze imprenditoriali (70%), le competenze informatiche (76%), le competenze finanziarie, le conoscenze di fund-raising (54%) e le competenze di team-working (72%). Devono fornire agli studenti gli strumenti necessari per sviluppare un’identità imprenditoriale artistica che implichi da un lato la capacità di identificare opportunità coerenti con il proprio percorso ed allo stesso tempo di generare iniziative grazie all’aiuto di collaboratori terzi. Quindi, oltre alle competenze specifiche, dal report emerge come sia fondamentale per un giovane artista possedere un pacchetto di abilità trasversali quali: la capacità di lavorare in autonomia ed elaborare progetti complessi, la propensione a risolvere i problemi, la capacità di adattarsi a contesti operativi mutevoli e l’abilità di concepire novità e ideare soluzioni non standardizzate.

 In questo scenario di formazione e networking si inseriscono gli spazi artistici indipendenti, i quali spesso nascono proprio dal bisogno di autoorganizzazione e sperimentazione. I centri culturali indipendenti svolgono un ruolo di primo piano nel contesto artistico attuale, soprattutto per le carriere artistiche emergenti. Si nota infatti come questi diventino degli spazi di socialità, di sperimentazione e di innovazione culturale, che danno la possibilità ai giovani artisti di poter sviluppare una propria carriera indipendente dalle istituzioni culturali più affermate. È da sottolineare inoltre come lo spazio che questi concedono ai giovani artisti sia in grado non solo di creare opportunità agli artisti stessi, ma anche di riflettersi positivamente sul territorio, creando un forte legame tra città, arte e persone.