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A 16 anni ho sognato un’apocalisse tra i monti

A 16 anni ho sognato l’apocalisse. Me l’ha annunciata un essere con le sembianze di volpe, mentre ero con molti altrə sulla cima di una montagna, durante una specie di tempesta illuminata dal sole.

 

 

Questa mia esperienza onirica fa parte di una serie di testimonianze legate al tema del “sogno”, che abbiamo condiviso e raccolto lo scorso luglio a Base Milano. 

Mi fa un po’ effetto rileggerla, e soprattutto trovarla perfettamente in connessione con l’edizione 2022 di Simposio – Non è la fine del mondo:

L’apocalisse è arrivata? Sì , ma non nel senso della fine del mondo (il mondo continuerà a esistere ed evolversi con o senza di noi) ma nel significato letterale del termine: gettar via ciò che copre, un togliere il velo, rivelazione.

Altro flashback, ancora più indietro, una traccia sensoriale:
sto percorrendo una discesa a zig-zag e tra le mani ho un pezzo di corteccia, ruvida e dal profumo vivido di cui mi riempio le narici. Nella testa, il suono oscillante degli abeti che svettano intorno. 

È luglio 2019, per me la prima esperienza simposiana. 

Prima della pandemia, praticamente un’epoca fa.  

Come resistere dunque a questa nuova “chiamata alle armi”? Impossibile, e quindi si torna con un senso di necessità, di vera e propria urgenza, a quell’utopia tra i monti che tanto mi ha affascinato, il Villaggio Eni di Borca di Cadore: un grande complesso, realizzato tra la fine degli anni ’50 e i primi anni ’60 del secolo scorso per volere di Enrico Mattei su progetto di Edoardo Gellner, in collaborazione con Carlo Scarpa, concepito come luogo di villeggiatura aziendale, articolato in diverse strutture immerse in un bosco ai piedi del Monte Antelao. Un villaggio nato per essere utopico e rimasto di fatto incompiuto, già luogo di sperimentazione artistica con il ProgettoBorca, che per la valenza simbolica e la bellezza intrinseca del rapporto tra architetture e paesaggio si presta ad accogliere l’utopica “fuga” da un mondo ostile, disconnesso.

Come indicato chiaramente dal programma di Simposio, all’interno del campeggio del villaggio “performance dal vivo, live musicali, installazioni di luce e suono si svolgeranno in sintonia con lo spirito del bosco e la montagna”: una scaletta ad alto impatto, che include le esperienze ipnagogiche di Blak Saagan, le sperimentazioni tra poesia ed elettronica di Eva Geist, le formazioni dualistiche di Mombao e Train to Eltanin, il bombardamento sonoro di Sense Fracture, l’hard neomelodic Nziria, il progetto Omega Mai nato dalla collaborazione tra Squadra Omega e Mai Mai Mai, nonché le installazioni di None Collective, Guido Segni, Dottor Pira, Maria Torres, Electro Organic Orchestra,

I momenti dedicati al vero e proprio banchetto filosofico di Simposio daranno spazio ad alcune “storie di alternative possibili” selezionate attraverso la call aperta lo scorso marzo: “processi di trasformazione, frammenti di esperimenti in atto, pratiche che si sforzano di andare oltre la fine del realismo capitalista”. 

Dalla psichedelia come alternativa (al modello tecnologico, sociale e politico) di Edoardo Camurri, alla tecnopolitica del collettivo Ippolita, dal sindacalismo in ambito tecnologico di Simone Robutti (Tech workers coalition) alle sperimentazioni del Disruption Network Labdal Climate Art Project – FLUMEN di Andreco al progetto speculativo transumanista Forehead Vulva Channeling Research di Sofia Braga, e poi le esperienze di Spazio Hydro a Biella, Giardino di Porto Burci a Vicenza, Fiuminarso in Calabria; e ancora Radio Safari e Kabul Magazine, l’indagine tra architettura e territorio di Eterotopia, l’invito al riciclo tecnologico di Refurbish Ninja,  il “Glitching out of Reality” di Valentina Tanni e un ricordo di Giacomo Verde, presente a Simposio 2019, del collettivo artistico Reodada / Dadaboom

Il rituale di Simposio non sarebbe completo senza i momenti formativi, dedicati quest’anno a quattro tematiche: Arte e tecnologia, con il collettivo Clusterduck a coordinare il workshop Hyperstitional Compass; Ecosistemi e Cura al centro del rituale Data Meditation di Nuovo Abitare; Organizzazione e politica, affrontato “in modo estremamente serio” attraverso la filosofia e l’attivismo politico nel laboratorio Moleculocracy a cura di Institute of Radical Imagination. Noi de La Scuola Open Source torneremo con il workshop Propaganda Game, per evocare e dare vita a dei prototipi di soggetti politici, in un esercizio di immaginazione combinatoria fra Rappresentazione e Potere.

Inoltre, Dr. Pira ci condurrà alla scoperta del suo metodo di lavoro con il workshop Il super relax attraverso i fumetti: non una semplice tecnica di disegno, ma un vero e proprio approccio esistenziale per riconoscere e superare i “blocchi” che ci condizionano in quello che facciamo.

Per noi è molto importante che esista un momento come Simposio, lo consideriamo come un presidio di immaginazione collettiva, un pozzo dove attingere acqua fresca nella calura di questo deserto che è il realismo capitalista in cui siamo tuttə immersə.

Quindi, DEVI venire anche tu: basta iscriverti su www.simpos.io e dal 7 al 10 luglio potrai dormire con noi tra i monti, bere e mangiare assieme, discutere e partecipare alle attività [talk, workshop, live e performance]. 

Ma fai presto: chi prima arriva…alloggia!