Archivio Meraviglioso. Il reportage fotografico all’Istituto dei Ciechi di Milano

Grazie alla libertà e alla fiducia che mi è stata concessa dal progetto Archivio Meraviglioso ho potuto attraversare gli spazi dell’Istituto e del suo archivio senza alcun limite, questo mi ha permesso di abbandonare ogni idea preconcetta e ogni pregiudizio per entrare in relazione con gli spazi e gli oggetti presenti.

Fondamentale in questa vera e propria immersione è stato il supporto di Enrica Panzieri e Melissa Tondi, archiviste e vere e proprie custodi di questo luogo che si può definire senza imbarazzo alcuno, magico. Con Enrica e Melissa subito si è stabilità un’intesa partendo dalla mia idea di sguardo che va al di là di una giustapposizione logica dei materiali e prova invece ad inseguire delle tracce istintive che possano svelare nodi e intrecci inediti, o più semplicemente occultati da una pigrizia dello sguardo che vive solo all’interno di un discorso funzionale e pratico.

Un movimento che ovviamente si deve basare comunque su una forma di rispetto e comprensione dell’origine storica dei materiali. Il mio lavoro dunque è stato quello anche di legare la parte più strettamente documentale con quella più iconica data dagli oggetti e dagli strumenti. Perché per rendere vivo un archivio è necessario sia illuminare l’origine dei suoi contenuti (molti di questi oggetti provengono da case private e la loro presenza è frutto di una meticolosa raccolta) sia mostrarne la loro presenza contemporanea, il vissuto che li ha attraversati.

In questo è stato fondamentale per il progetto l’incontro con Ettore Bianchetti uno degli ultimi abitanti dell’Istituto, un uomo che ha perso durante l’infanzia la vista e ha però conservato nei gesti come nell’ironia un’idea di luce. Una forma inedita dello sguardo che è stata per me una vera e propria guida nel cogliere il necessario impalpabile che è poi la forma ultima di essenza vitale che ognuno di questi oggetti e di queste stanze possono accogliere a seconda della luce che vi penetra e delle ombre che vi si generano. In queste venti immagini ho deciso infine di soffermarmi su un editing che facesse percepire, alternando immagini di luoghi a still life, un’idea di cura e armonia che avevo colto negli spazi.

Ho poi deciso di non utilizzare alcun flash per offrire non tanto un colpo forte e deciso di luce, ma una sua diffusione dilatata che solo la luce naturale permette di definire al meglio. Un’idea di attenzione materica che si sofferma sulle superfici rendendo l’idea del tatto, ovvero del gesto primario, che va oltre il tocco e che definisce invece un possibile spazio ulteriore, una porta oltre la quale definire e ridefinire di volta in volta la nostra più intima misura del mondo.

Archivio Meraviglioso è un progetto sviluppato da Fondazione Istituto dei Ciechi con cheFare e Wikimedia Italia, in collaborazione con Calibro, Archivio di Stato e ICAS94 e con il contributo di Fondazione Cariplo.

Oggi giovedì 29 settembre dalle 17.00 alle 18.30 l’evento di presentazione della piattaforma collaborativa per la digitalizzazione e la divulgazione del patrimonio culturale dell’Istituto dei Ciechi di Milano.

Archivio Meraviglioso è stato un esercizio di co-progettazione tra Fondazione Istituto dei ciechicheFareWikimediaCalibroArchivio di Stato di Milano e ICAS94 per ripensare gli archivi oggi con il contributo di Fondazione Cariplo.

Interverranno all’incontro di giovedì 29 settembre: Enrica Panzeri archivista e Melissa Tondi, conservatore museale Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano Onlus, Marilù Manta di chefare, Marco Chemello e Guido Baratta di Wikimedia, Giorgio Uboldi e Matteo Azzi dello studio di design Calibro e l’archivista Marcello Seregni della Fondazione Cineteca Italiana.

L’ingresso è libero e gratuito fino ad esaurimento posti