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Silvia Noferi, la fotografa di QUASAR in viaggio a CasermArcheologica

CasermArcheologica è un nuovo centro culturale a Sansepolcro, in provincia di Arezzo, ed è il primo spazio permanente per l’arte contemporanea in Valtiberina, nato da un processo di rigenerazione urbana dell’ex Caserma dei Carabinieri di Sansepolcro. È proprio qui che sta avendo luogo QUASAR, progetto vincitore del bando Toscanacontemporanea 2020 promosso dal Centro Pecci e dalla Regione Toscana.

QUASAR segue le orme di BAGLIORE, la stagione di residenze artistiche per scrivere una nuova biografia culturale dell’Italia. Due artiste, una fotografa e una scrittrice, vivranno CasermArcheologica e cercheranno di raccontarcela.

Silvia Noferi nasce a Firenze nel 1977. Il suo percorso fotografico inizia molto presto, fin dall’adolescenza, per poi svilupparsi negli anni attraverso molteplici esperienze di studio e approfondimento. La sua formazione lavorativa come stampatrice e assistente in uno studio di riproduzione d’arte le sarà d’aiuto per l’esperienza artistica futura. Nel 2003 si iscrive alla scuola di fotografia Fondazione Studio Marangoni conseguendo il diploma del triennio nel 2006. Ispirata da autori come Nan Goldin, Francesca Woodman, Duane Michaels, in quegli anni la sua ricerca si concentra nell’utilizzo del mezzo fotografico come tramite per un’indagine introspettiva e psicologica e su temi quali l’identità, il sogno e la memoria, l’attualità del nostro tempo con la scelta dell’autoritratto; questi elementi rimangono ancora alla base della poetica dei suoi lavori. Ha esposto in mostre personali e collettive su tutto il territorio e alcune sue opere sono entrate a far parte di collezioni permanenti come quella del Macn (Monsummano Terme) e di fondazioni come il Fondo Malerba per la fotografia. Ha inoltre esposto in varie mostre sia in Italia sia all’estero e ha vinto premi come il Premo Celeste 2009, la mostra premio di ARTELAGUNA, Il premio ITS talent support; ha avuto una menzione speciale della giuria al Talent prize del 2008 e ricevuto il Gonfalone d’argento della Regione Toscana, oltre ad essere finalista in numerosi altri premi.