I giovani e i rapporti affettivi al tempo del dating online

Scarica come pdf

Scarica l'articolo in PDF.

Per scaricare l’articolo in PDF bisogna essere iscritti alla newsletter di cheFare, completando il campo qui sotto l’iscrizione è automatica.

Inserisci i dati richiesti anche se sei già iscritto e usa un indirizzo email corretto e funzionante: ti manderemo una mail con il link per scaricare il PDF.


    Se inserisci il tuo indirizzo mail riceverai la nostra newsletter.

    image_pdfimage_print

    Con l’espressione “online dating” si fa riferimento alla pratica di utilizzare i siti web e le applicazioni di incontri con l’obiettivo di trovare dei partner a breve o a lungo termine (Toma, 2016). La storia del dating online, a partire dagli annunci “analogici” sui giornali, ci ha mostrato che gli individui hanno da sempre utilizzato i media a loro disposizione per avvicinarsi all’altro e costruire delle relazioni affettive.

    Le tecnologie per il dating hanno subito nel tempo molte trasformazioni, fino ad arrivare alle recenti applicazioni di mobile dating come Tinder. Ciò che differenzia quest’ultime dalle soluzioni tecnologiche precedenti è la loro grande diffusione a livello globale tra i giovani di età compresa fra i 18 e i 29 anni.  

    Il fatto che molte persone abbiano incontrato un partner romantico online (o abbiano almeno stretto un’amicizia grazie a siti web e applicazioni di incontri), quindi la crescente popolarità delle tecnologie per il dating, ha determinato l’affievolirsi dello stigma sociale legato a questa pratica, tanto che ad oggi le relazioni nate online sono percepite come qualitativamente equivalenti alle altre e l’opinione generale sulle app di incontri è più che positiva.

     

    L’articolo è un estratto della tesi di Susanna Bonelli. Una collaborazione tra cheFare e il corso in Sociologia della Comunicazione (prof. Tiziano Bonini) del Dipartimento di Scienze sociali, politiche e cognitive (DISPOC) dell’Università di Siena.  La collaborazione vuole dare visibilità a lavori di ricerca per tesi di laurea particolarmente originali e rilevanti per i temi di cheFare. 

     

    Inoltre, l’affermarsi del fenomeno del dating online ha portato al ridimensionamento del ruolo degli intermediari tradizionali, in primo luogo gli amici. Questo processo di disintermediazione ha fatto sì che gli individui fossero per la prima volta svincolati dalle cerchie sociali di appartenenza e potessero fare nuove conoscenze al di fuori di esse.

    Sia i media che i ricercatori attribuiscono la crescita delle piattaforme di incontri alla promozione di rapporti occasionali. Se alcune ricerche hanno mostrato che le applicazioni di dating portano a un incremento del numero di partner sessuali e di incontri occasionali, altre invece hanno evidenziato che molti individui utilizzano queste tecnologie con l’intenzione di trovare una relazione stabile.

    L’indagine da me condotta nel settembre 2020 ha l’obiettivo di rispondere a un chiaro interrogativo: “Quali sono le conseguenze dell’uso di questi strumenti? Quale impatto hanno sulla formazione delle relazioni?

    Alcune ricerche, infatti, sostengono che Tinder e le tecnologie per il dating abbiano una forte influenza sulla formazione delle relazioni affettive, contribuendo ad aumentarne la fragilità. Altri studi, invece, valorizzano l’agency degli utenti ed evidenziano la loro capacità di utilizzare in modo consapevole queste piattaforme ed ottenere da esse il risultato più in linea con le proprie motivazioni d’uso.

    Come conciliare queste due visioni apparentemente contrastanti? Per rispondere a tale domanda ho studiato le ragioni e i modi di utilizzo delle applicazioni di incontri, le attitudini degli utenti verso di esse, il loro comportamento (es. la valutazione dei profili altrui, il tipo di conversazione instaurato con gli altri utenti e il modo di presentazione prescelto) e la percezione generale degli algoritmi.

    Un’attenzione particolare è riservata alle motivazioni d’uso iniziali e agli esiti riportati dai rispondenti (es. relazione stabile, sesso occasionale, ecc.) per verificare quale sia la relazione fra questi e la reputazione delle applicazioni di incontri come piattaforme per rapporti occasionali.

    Hanno partecipato all’indagine 255 individui, di cui la maggioranza (77,3%) sono studenti (le fasce d’età più consistenti in numero sono 16-24 e 25-34) e donne (66,7%), reclutati tramite vari social media. Ai partecipanti è stato sottoposto un questionario volto a rispondere alle questioni sopra menzionate. Inoltre, sono state effettuate quattro interviste semi strutturate.

    Di seguito, vengono riportati i risultati più rilevanti del presente studio: vediamo insieme quali sono!

    L’uso consapevole delle app di incontri 

    Innanzitutto, le applicazioni di incontri sono utilizzate principalmente per svago, curiosità e per fare nuove conoscenze. Molto spesso, quest’ultima motivazione è legata al desiderio di trovare un partner romantico, colmare un vuoto emotivo e combattere un senso persistente di solitudine.

    Il sesso occasionale, invece, sarebbe fra le motivazioni meno rilevanti, come già visto nello studio di Sumter, Vandenbosch, e Ligtenberg (2017), i quali avevano evidenziato che Tinder era usata più spesso con l’obiettivo di trovare un partner romantico piuttosto che per soli incontri occasionali. In primo luogo, dunque, emerge un divario significativo fra la reputazione delle app di dating e ciò che gli individui vi cercano realmente.

    L’indagine ha evidenziato che le applicazioni di dating hanno permesso agli utenti di soddisfare i propri desideri e ottenere dei risultati in linea con le motivazioni di partenza. Pertanto, entro i limiti imposti dalle affordance delle piattaforme, si rileva un atteggiamento attivo nell’utilizzo di queste app, il che ci allontana dall’idea di un radicato determinismo tecnologico.

    Gli individui sono consapevoli dell’esistenza degli algoritmi alla base delle applicazioni di incontri ma non ne conoscono il funzionamento effettivo. Essi non utilizzano solitamente strategie o “trucchetti” particolari per raggirarne il sistema. Tuttavia, una parte degli utenti ha usato almeno una volta delle strategie di “gaming” (ad esempio, creare più profili personali per allargare il bacino dei possibili partner visibili).

    Anche questo risultato costituisce una prova del fatto che le persone sanno come esercitare la propria agency individuale per cercare di ottenere il maggior beneficio possibile dalle applicazioni e “piegarle” ai propri scopi.

    La reputazione delle applicazioni di incontri non influenza direttamente le motivazioni di utilizzo; piuttosto determina un’apertura degli individui verso qualunque tipo di esito (relazione stabile, incontri occasionali, ecc.). Né la reputazione né l’utilizzo delle piattaforme di dating porterebbero gli utenti a cambiare nel tempo i propri obiettivi.

    La stessa percezione delle relazioni affettive da parte degli utenti rimane quasi sempre immutata con l’utilizzo delle app di incontri. Ciò che essi acquisiscono, invece, è una maggiore consapevolezza rispetto al modo di agire degli individui nelle relazioni interpersonali.

    Allo stesso modo, le conversazioni che avvengono in seguito all’abbinamento dei partner non sono necessariamente superficiali. Vari utenti hanno dichiarato di aver avuto delle conversazioni serie e stimolanti. Queste sarebbero tutte evidenze a sostegno dell’uso attivo e consapevole delle app di incontri da parte degli individui.

    Al contrario, l’influenza della tecnologia sugli utenti si riscontra nel processo di selezione dei partner poiché tali piattaforme mettono in risalto sempre la componente visuale, quindi l’identità visiva degli online daters.

    In effetti, i risultati dell’indagine mostrano che nella valutazione dei profili le persone basano il loro giudizio principalmente sull’aspetto fisico degli altri utenti, escludendo possibili partner compatibili per altre caratteristiche che non siano quelle dell’apparenza fisica.

    Porre l’attenzione sulle foto significa anche favorire coloro che sono in cerca di incontri casuali. Infatti, l’abbinamento viene fatto solo fra persone che hanno dimostrato un interesse reciproco e questo interesse è basato principalmente sulle peculiarità fisiche dell’altro. Questa potrebbe essere la ragione all’origine di quella percentuale (41%) di utenti che non era interessata agli incontri casuali ma che ha comunque ottenuto del sesso occasionale.

    In linea con i risultati dello studio di Giulia Ranzini e Christoph Lutz (2017), gli utenti sostengono di presentarsi in modo prevalentemente autentico all’interno delle piattaforme di dating. Ciò accade in particolar modo se sono alla ricerca sia di una relazione stabile che di rapporti occasionali. La facilità con cui avviene il passaggio fra ambiente virtuale e reale, infatti, spingerebbe le persone a presentarsi in modo abbastanza realistico.

    Tuttavia, diversamente da quanto emerso in quello studio, non trova conferma il risultato secondo cui omosessuali e bisessuali si presenterebbero in modo meno autentico degli altri e quello in cui dimostravano che ci fosse una relazione tra presentazione ingannevole e ricerca di rapporti occasionali.

    Così come evidenziato da Sumter, Vandenbosch, e Ligtenberg (2017), sono gli uomini a ricercare maggiormente rapporti occasionali tramite le app. Le donne, invece, sembrano avere maggiore controllo sui potenziali partner.

    Esse, infatti, sono le più selettive, tendono a interrompere le conversazioni con altri utenti perché richiedono troppo sforzo o per mancanza di interesse e allo stesso tempo riescono ad ottenere un numero più consistente di match, forse anche a causa di uno sbilanciamento fra domanda e offerta. 

    Dall’indagine, inoltre, sono emerse tre differenze molto significative fra soggetti di diverso orientamento sessuale. In primo luogo, diversamente da eterosessuali e bisessuali, quasi tutti gli omosessuali hanno avuto almeno un appuntamento dal vivo grazie alle app di dating. Inoltre, sono anche coloro che più volte hanno ottenuto relazioni stabili.

    In secondo luogo, gli appartenenti alla categoria LGB hanno stretto diverse relazioni di amicizia tramite queste app, risultato che gli eterosessuali ottengono molto meno frequentemente.

    Infine, le persone omosessuali sono le più propense a utilizzare tali piattaforme per trovare un partner romantico e forse anche per incrementare le possibilità di trovare un partner sessuale.

    Infine, le interviste hanno evidenziato un aspetto molto interessante che non era venuto fuori dalle risposte del questionario: è plausibile che una buona parte delle relazioni stabili nate sulle app come Tinder siano la conseguenza di rapporti occasionali.

    Sembra, cioè, che nella società odierna gli incontri sessuali occasionali possano condurre effettivamente a relazioni stabili e che sempre più spesso l’avvio della formazione di un rapporto attraverso una normale frequentazione sia sostituito da incontri intimi.

    Non solo amore liquido.

    Per concludere, possiamo affermare che l’utilizzo delle applicazioni di mobile dating ha un impatto significativo sulla formazione delle relazioni affettive (l’attenzione alla componente visuale e la velocità delle interazioni, ad esempio, favoriscono i rapporti occasionali).

    Allo stesso tempo, gli utenti spesso utilizzano queste piattaforme in modo attivo e consapevole, esercitando pienamente la propria agency individuale entro i vincoli tecnologici imposti dalle app (ad esempio, eliminando e ricreando il profilo personale per avere accesso a una platea allargata di possibili partner, oppure riuscendo a costruire una relazione stabile con un altro utente nonostante le affordance delle app promuovano relazioni più effimere, ecc.).

    Per quanto riguarda la reputazione delle app di incontri, i risultati di questa indagine e quelli emersi dagli studi precedenti hanno evidenziato che le applicazioni come Tinder, sebbene favoriscano connessioni superficiali fra gli individui, non conducono necessariamente a rapporti occasionali.

    Gli esiti ottenuti dagli utenti, come accennato nel paragrafo precedente, sono quasi sempre in linea con le loro motivazioni di partenza, che spesso includono la ricerca di un partner romantico. È molto difficile, ad esempio, che Tinder sia in grado di cambiare le intenzioni dei soggetti rispetto all’uso dell’app; potremmo dire invece che provoca una certa apertura degli stessi verso i vari esiti possibili.

    Non solo amore liquido determinato da individualizzazione e cambiamento tecnologico, dunque. Le relazioni nate online hanno le stesse possibilità di sviluppo delle altre, e non necessariamente sono relazioni superficiali. Infatti, sembra che il desiderio di rapporti affettivi significativi sia ancora molto diffuso, insieme a un preoccupante e generalizzato senso di solitudine riportato dai giovani.

    Il concetto di Bauman di mercificazione delle identità resta molto attuale. È vero che le persone sono viste nelle piattaforme di incontri come beni desiderabili sul mercato ed è innegabile che il corteggiamento moderno abbia assunto una dimensione ludica.

    Allo stesso tempo, tuttavia, gli utenti “giocano” in modo del tutto consapevole e non tendono a perdere la propria identità o i propri desideri solo perché accettano – almeno in parte- le regole delle piattaforme sociali.

    Dunque, in opposizione all’idea di un determinismo tecnologico, la liquidità dei rapporti affettivi al centro della critica di Bauman non sarebbe il risultato dell’uso della tecnologia ma di un cambiamento dei valori proprio della società postmoderna, dell’ascesa dell’individualismo e del liberismo.

    È ciò che sostiene anche Eva Illouz, secondo cui sarebbe l’etica neoliberale ad aver dato vita a una certa visione dell’amorecome incontro di domanda e offerta – e di conseguenza alle applicazioni di incontri. Esse, dunque, costituiscono soltanto uno dei prodotti del momento storico attuale, di cui esprimono i valori, fra cui la transitorietà delle relazioni umane.

    Tinder è la manifestazione tecnologica di questa visione dell’amore e certamente è una tecnologia che razionalizza e rende più efficiente la ricerca di un partner dentro una logica di mercato. Tuttavia, anche le applicazioni di incontri possono dare origine a incontri inattesi e a relazioni romantiche tradizionali. 


    Immagine di copertina: cottonbro da Pexels

    Note