Il 28 settembre alle ore 18.00 presso il Circolo del Design di Torino un appuntamento per parlare della nuova relazione tra produttori di cultura e utilizzo della tecnologia e relative criticità, opportunità e best practices.
I musei e le organizzazioni culturali sono stati tra i soggetti maggiormente colpiti dalle conseguenze della pandemia, costretti a un ampio ripensamento o ad una spinta accelerazione di processi evolutivi già in atto a proposito della modalità di produzione dei contenuti, dell’offerta di fruizione degli stessi e dei canali di relazione con i propri pubblici. L’esplorazione di soluzioni nuove – che ha naturalmente interessato anche aspetti economici e organizzativi – ha ricercato molte delle proprie risposte in un rinnovato utilizzo delle tecnologie.
L’adozione delle nuove tecnologie cambia i processi organizzativi interni, le pratiche creative e di innovazione della proposta culturale, la comunicazione con i propri stakeholder e con il pubblico, non solo rispetto ai mezzi ma anche rispetto alle possibilità di interazione e scambio. Per questo non vi può essere introduzione di nuove tecnologie all’interno delle istituzioni e organizzazioni culturali senza un progetto strategico che ne prenda in considerazione gli impatti a tutti i livelli e non metta a fuoco con chiarezza quali risultati si vogliono ottenere.
Modera Paola Borrione, Presidente della Fondazione Santagata

Intervengono:

  • Stefano Mirti, Founder of IdLab Studio, Presidente Fondazione Milano
  • Francesca Gambetta, Fondazione Compagnia di San Paolo
  • Bertram Niessen, Presidente e Direttore Scientifico di cheFare
  • Alfredo Valeri, Head of Research dell’Associazione Civita

28 settembre, dalle 18:00

La tecnologia nel settore culturale tra nuovi bisogni e strategie di progetto – cheFare ospite al Circolo del Design di Torino

Il 28 settembre alle ore 18.00 presso il Circolo del Design di Torino un appuntamento per parlare della nuova relazione tra produttori di cultura e utilizzo della tecnologia e relative criticità, opportunità e best practices.
I musei e le organizzazioni culturali sono stati tra i soggetti maggiormente colpiti dalle conseguenze della pandemia, costretti a un ampio ripensamento o ad una spinta accelerazione di processi evolutivi già in atto a proposito della modalità di produzione dei contenuti, dell’offerta di fruizione degli stessi e dei canali di relazione con i propri pubblici. L’esplorazione di soluzioni nuove – che ha naturalmente interessato anche aspetti economici e organizzativi – ha ricercato molte delle proprie risposte in un rinnovato utilizzo delle tecnologie.
L’adozione delle nuove tecnologie cambia i processi organizzativi interni, le pratiche creative e di innovazione della proposta culturale, la comunicazione con i propri stakeholder e con il pubblico, non solo rispetto ai mezzi ma anche rispetto alle possibilità di interazione e scambio. Per questo non vi può essere introduzione di nuove tecnologie all’interno delle istituzioni e organizzazioni culturali senza un progetto strategico che ne prenda in considerazione gli impatti a tutti i livelli e non metta a fuoco con chiarezza quali risultati si vogliono ottenere.
Modera Paola Borrione, Presidente della Fondazione Santagata

Intervengono:

  • Stefano Mirti, Founder of IdLab Studio, Presidente Fondazione Milano
  • Francesca Gambetta, Fondazione Compagnia di San Paolo
  • Bertram Niessen, Presidente e Direttore Scientifico di cheFare
  • Alfredo Valeri, Head of Research dell’Associazione Civita

La newsletter di cheFare

Le attività e gli articoli di cheFare nella tua mail

Cos’è cheFare?

Scopri i nostri progetti

Potrebbero interessarti anche questi articoli

media

Chi vigila sul potere dei media?

xyz 2017

XYZ 2017. Un incontro con Tommaso Guariento

7 Luglio 2017

Chi sono i ragazzi che hanno costruito la torre in cartone di CasermArcheologica