18 e 19 Ottobre 2019

Molto Presto, 2 giorni in Triennale sulle prospettive d’azione dei nuovi centri culturali

I nuovi centri culturali sono il luogo di incontro di reti, comunità e organizzazioni nate in risposta alla crisi economica del 2008. Portano avanti pratiche culturali collaborative basate sulla partecipazione e sull’attivismo, nelle città e nelle campagne, al Sud come al Nord, costruendo spazi di confronto.

I nuovi centri culturali sono makerspace, biblioteche sperimentali, luoghi rigenerati, community hub e residenze d’artista: sono presidi fondamentali della sperimentazione dei linguaggi, delle passioni civili e dell’attivismo di base. Sono attraversati da centinaia di migliaia di persone, eppure costituiscono un mondo ancora in parte poco conosciuto, poco studiato e poco raccontato.

VENERDÌ 18 OTTOBRE

Mitologia e pratica dell’attivazione di comunità: possibilità e limiti dell’idea di “community”
Sala Agorà — INCONTRO A INVITI (11.00 / 13.00)
Più il mondo diventa complesso più aumenta la necessità di capire come far stare insieme persone, luoghi, progetti, comunità. Per questo, community management e community building sono divenute pratiche dai contorni quasi mitologici: tutti le inseguono ma pochi sanno cosa vogliono dire. Una discussione con 4 dei principali attivatori di comunità in Italia per comprendere insieme possibilità e contraddizioni del concetto di ‘community’.

Parteciperanno Matteo Brambilla (Gogol & Company), Roberto Covolo (Comune di Brindisi), Erika Mattarella (Bagni Pubblici Via Agliè) e Francesca Rendano (Mamusca).

Molto Presto: i nuovi centri culturali come esperimenti di ribellione quotidiana
Sala Lab (15.00 / 16.00)
I nuovi centri culturali richiedono elementi di rapidità e praticità per poter essere innescati. Questi stessi elementi tornano in altri contesti di ribellione costruttiva: ultimo quello di Greta Thunberg — un movimento globale che ci dimostra come è stato possibile spingerci fuori dalla nostra comfort zone. Una conversazione insieme a Ezio Manzini per discutere di quattro linee di sperimentazione per mettere alla prova le pratiche di ribellione costruttiva: i nuovi centri culturali come acceleratori, come community hub, come comunità di luogo e come agenti nella e della complessità. Può esistere un movimento dei nuovi centri culturali?

Parteciperà Ezio Manzini.

 

XX(I)° secolo: nuovi centri culturali e industrie culturali
Sala Agorà (16.30 / 18.00)
I nuovi centri culturali crescono accanto ai settori che da sempre costituiscono la vita culturale dei territori, come la musica, il cinema, il teatro, l’editoria. Come si sviluppano i rapporti tra questi mondi? Quali sono le opportunità di crescita culturale e professionale?Una tavola rotonda con figure, che attivando connessioni e contrabbandando competenze, operano al confine tra i due mondi.Parteciperanno Guido Casali (Il Cinemino), Rodrigo D’Erasmo, Gianluca Segale e Francesca Risi (Germi – luogo di contaminazione), Marta Inversini (Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori e Laboratorio Formentini e Oliviero Ponte Di Pino (ateatro).

Oltre l’ecosistema: terapia di gruppo per Milano e i nuovi centri culturali
Sala Agorà (18.00 / 19.30)
Milano sta cercando di trovare una nuova posizione nelle geografie culturali europee: da città della moda e del design a città della cultura a 360°. Negli ultimi anni sono stati fatti molti passi avanti, ma sono molti i progressi ancora da compiere: tra questi, lo sviluppo della piena consapevolezza dell’esistenza di una rete di nuovi luoghi nei quali decine di migliaia di persone sperimentano con l’arte, la cultura e la partecipazione.Una discussione con nuovi centri culturali e istituzioni per capire insieme cosa serve e chi può fare cosa.Parteciperanno Comune di Milano – Cultura, Costantino Bongiorno (WeMake), Andrea Capaldi (Mare culturale urbano), Filippo Cecconi (Santeria Toscana 31), Danilo Dajelli (Gogol & Company), Agata de Laurentiis (Il Cinemino), Valentina La Terza (BASE Milano) e Francesco Franz Purpura (Rob de Matt).

 

SABATO 19 OTTOBRE

La cultura non sono solo quattro mura: politiche e finanziamenti dei nuovi centri culturali in Italia
Sala Agorà — INCONTRO A INVITI (10.30 / 13.00)
Come si costruiscono le politiche per i nuovi centri culturali? Quali sono gli attori che possono aiutarne la crescita, e all’interno di quali disegni strategici?Un incontro tra esponenti di alcune delle principali istituzioni che stanno mettendo in atto politiche innovative riguardo ai nuovi centri culturali.Parteciperanno Comune di Milano – Cultura, Sandra Aloia (Compagnia di San Paolo), Annibale d’Elia (Comune di Milano – Economia Urbana e Lavoro), Roberto Ferrari (Regione Toscana), Roberta Franceschinelli (culturability) e Renato Quaglia (FOQUS Fondazione Quartieri Spagnoli onlus).

 

Simboli, relazioni, estetiche, ambienti: la curatela dei nuovi centri culturali
Sala Agorà (15.00 / 17.00)Gli spazi dei nuovi centri culturali si trasformano in luoghi grazie alle esperienze che li animano. Parlare di curatela non è un’opzione, ma una necessità.Una tavola rotonda con chi, in luoghi e modi diversi, sta alzando la posta in gioco nella ricerca e nella proposta dei contenuti.

Parteciperanno Filippo Andreatta e Virginia Sommadossi (Centrale FIES art work space), Martina Angelotti (Careof), Gregorio De Luca Comandini (NONE collective), Manuella Gama Malcher e GianMaria Di Pasquale (Saturnalia, Macao).

 

Letture collaborative: ‘Dove. La dimensione di luogo che ricompone impresa e società’ (Egea) di Paolo Venturi e Flaviano Zandonai
Sala Lab (17.30 / 19.00)
“Una delle conseguenze della globalizzazione – solo in apparenza paradossale – è quella di aver fatto risorgere l’importanza della dimensione territoriale e comunitaria: oggi sono i territori, i quartieri e le periferie, i luoghi privilegiati dove si sperimentano le innovazioni sociali da cui provengono gli impulsi più significativi allo sviluppo e al benessere.”Una conversazione aperta sulla rigenerazione del locale e sulle contraddizioni che questo ritorno sta facendo emergere a partire da una lettura fondamentale sul tema.Parteciperanno Flaviano Zandonai (Euricse) e Marianna D’Ovidio (Università degli Studi di Milano-Bicocca).

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