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14 dicembre 2015

cheFare: ecco i tre vincitori!

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Con la proclamazione dei tre vincitori di cheFare, si conclude oggi la terza edizione del nostro bando. Sono stati mesi molto vivaci e all’insegna della volontà di migliorare progressivamente l’offerta che la partecipazione a questo tipo di percorso può dare. Siamo partiti a maggio e nel mese e mezzo di apertura della call abbiamo raccolto oltre 700 progetti da tutta Italia.

Come ogni volta, è questa la fase più delicata perché impegna noi e i nostri partner nella selezione dei quaranta progetti che saranno successivamente presentati sul nostro sito. È un momento molto interessante, unico, che ci permette di cogliere in presa diretta i bisogni, le energie e i sogni che percorrono la penisola e di cui i progettisti si fanno interpreti, oltre che autori.

Dal giorno in cui vengono presentati i quaranta progetti, si apre anche il periodo di votazione, due mesi intensissimi per chi partecipa a chefare, sessanta giorni che li vedono impegnati nella raccolta dei voti che non sarebbe possibile senza il coinvolgimento delle proprie comunità, dei pubblici, del continuo affinamento progettuale e infine comunicativo.

L’azione dei partecipanti ha avuto un notevole impatto in termini di voti, oltre 60.000. Le preferenze così espresse sono il frutto di una miriade di iniziative diversificate che dicono molto anche delle capacità inventive e organizzative di chi si è impegnato per valorizzare la propria presa sui territori.

Alla ricerca di un punto di equilibrio tra le diverse fasi di selezione, quest’anno abbiamo allargato a dieci il numero di coloro che avrebbero partecipato alla fase finale del bando, uno su quattro così avrebbe avuto accesso all’incontro con la giuria in vista della proclamazione dei tre vincitori.

Prima di questo momento esiziale però, abbiamo voluto offrire uno spazio di confronto e networking. Con questa intenzione abbiamo organizzato un camp di due giorni a Milano, coinvolgendo anche i soggetti di altri percorsi (ne abbiamo parlato meglio qui e qui), i partecipanti al bando IC di Fondazione Cariplo e una serie di soggetti del mondo bibliotecario e museale selezionati sempre da Fondazione Cariplo. Le differenze espresse, insieme alle forti affinità date dall’insistenza nel medesimo settore culturale, hanno reso questo momento di incontro molto vivace ed efficace per i partecipanti, indipendentemente dall’esito del bando.

La giornata con la giuria, infine, ha visto impegnati i dieci finalisti in una serie di presentazioni veloci e di colloqui di approfondimento con la giuria composta, quest’anno, da Marco Rossi Doria, Alessia Maccaferri, Andrea Lissoni, Annamaria Testa.

Le valutazioni operate dalla giuria hanno portato a identificare i tre vincitori, che saranno premiati con 50.000 euro per uno. Ecco chi sono:
Scuola Open Source
Baumhaus
Tourneé da bar

Queste le motivazioni ufficiali:
La giuria del premio cheFare si è riunita sabato 12 dicembre dalle 10 alle 18 e ha esaminato in dettaglio i dieci progetti finalisti. Esprime il suo apprezzamento per l’alta qualità di tutti I progetti presentati e stabilisce all’unanimità i tre vincitori.

Baumhaus – Bologna

Il progetto nasce da una realtà consolidata che negli anni ha saputo generare soluzioni e prodotti innovativi e di riconosciuta qualità. La proposta sviluppa l’intenso rapporto già intrapreso con il territorio e sa dialogare con gli immaginari culturali dei ragazzi intercettandone le difficoltà e le risorse. Si caratterizza per un’idea concreta ed energica della produzione e della distribuzione culturale, con un approccio fortemente partecipativo e la capacità di usare pienamente gli strumenti open source.

La Scuola Open Source – Bari

Si tratta di una proposta solida, coraggiosa, visionaria, ed è espressione di molte anime e competenze che possono dare una spinta importante all’evoluzione di un territorio difficile. Attiva e integra reti locali e reti internazionali, la componente di ricerca e quella di impresa, di educazione e formazione, e di coesione sociale, mantenendo un focus forte sull’apprendimento. È proiettata nel futuro, con solide radici nel territorio e nel saper fare. Vivi complimentui da tutta la giuria.

Tournée da Bar

Nell’assegnare questo terzo premio la giuria esprime un atto di fiducia in un progetto audace, con grande potenzialità in termini di innovazione e diffusione dell’offerta culturale nei luoghi della quotidianità. La visione del progetto fa immaginare una grande rete italiana di offerta culturale informale di qualità, con importanti ricadute occupazionali sulle professioni del teatro e della parola. L’assegnazione del premio prevede però la presentazione di un piano dettagliato di sviluppo del concept su scala almeno nazionale, con un adeguato sistema di gestione, nell’ottica di una moderna impresa sociale.

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