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9 Settembre 2019

Chi è la persona giusta per raccontare i Bagni Pubblici di via Agliè di Torino

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L’Italia ha bisogno di una nuova biografia culturale: insieme a Il Saggiatore e con il sostegno di MiBACT e SIAE e il loro progetto ‘Per Chi Crea’, abbiamo BAGLIORE, un programma di 6 residenze artistiche per scriverla — una delle residenze si terrà a Torino nei Bagni Pubblici di via Agliè, un centro socio-culturale che fa parte di una rete di collaborazione fra 8 altri progetti chiamata Case del Quartiere.

Si tratta di un punto di incontro per nuovi e vecchi cittadini, al cui interno sono presenti le sedi di associazioni, una sala con palcoscenico per le attività teatrali, il salotto/bar, una sartoria oltre ad alcuni spazi all’aperto. BAGLIORE offre 6 borse di residenza a 6 scrittrici e scrittori under 35 residenti in Italia — 5 mesi di programma, 15 giorni di residenza artistica a 1.600€ lordi di contributo.


Le candidature sono aperte fino al 4 ottobre e per aiutare i candidati a scegliere meglio e a raccontarsi meglio, abbiamo chiesto ai nuovi centri culturali che ospiteranno BAGLIORE di dirci, secondo loro, che tipo di persona sarebbe la più adatta a raccontare le loro iniziative.

Cominciamo con Erika Mattarella, dei Bagni Pubblici di via Agliè di Torino.

Vuoi saperne di più? Nella nostra colonna di ricerca I Nuovi Modi di Fare Cultura abbiamo scoperto cosa sono i Bagni Pubblici di via Agliè.

Cosa accade nel tuo centro culturale?
Cosa accade in via Agliè è una incognita quotidiana nel varcare la porta del nostro stabile: puoi incontrare i “bagnanti”, ovvero i frequentatori del servizio doccia, che potrebbero raccontarti come è andata la loro giornata, chi vince il campionato, se domani pioverà. Oppure darti consigli su case popolari e dormitori, mercati a prezzi economici. A volte una doccia può aiutare a far scendere la rabbia della frustrazione.

Oppure incontrare un abitante di Barriera, che espone magie e macerie di un quartiere frizzante, che ogni giorno ha qualcosa da raccontare e raccontarsi, qualcuno da accogliere e da scoprire. Ancora, potresti incappare in qualcuno che cerca lo sportello per avere aiuto e informazioni per orientarsi nel magico mondo della burocrazia istituzionale. O un giovane o vecchio naif che ha piacere di passare una giornata in quel dei Bagni, per leggere, conoscere qualcuno o semplicemente lavorare.

A questi incontri ci affianchi un caffè, una birra, una torta, un pasto. E un concerto jazz, una serata multicultura, una mostra di arte contemporanea o fotografia, uno spettacolo di teatro. E perché no, un corso, un workshop, una presentazione di un libro con autore al seguito, un dibattito, un film.

installazione-artistica-nelle-docce-per-artissima

Installazione artistica nelle docce per Artissima

Qual è il tuo candidato ideale?
I quartieri come Barriera di Milano, per niente unico nel suo genere e di cui sono piene le grandi e medie città d’Europa, sono luoghi che nel bene e nel male hanno tanto da raccontare (del passato), ma hanno anche tanto da esprimere (nel futuro).

Quartieri che sono belli e brutti come altri, che non devono essere vissuti come luoghi invivibili, e per altro verso nemmeno come luoghi “da scoprire” da qualche flaneur radical chic che cerca di cambiarlo senza percepirne la vera natura e viverlo come è. Crediamo fermamente che la mescolanza sociale sia un grande valore per i quartieri come Barriera, ma purtroppo molte esperienze di rigenerazione urbana non solo torinesi ma europee, ci hanno raccontato una storia di trasformazione fatta di stravolgimenti, esclusione ed espulsione.

Con questa premessa, il candidato ideale dovrebbe essere in grado di percepire, leggere ed osservare Barriera e la sua complessità. Che sia in grado di interagire con i suoi abitanti e ricostruire un significato nuovo, capace di mettersi in gioco e non rimanere nella sua – volontaria o involontaria – idea artistica a volte autoreferenziale. Abbiamo imparato con il tempo e grazie a moltissimi artisti e scrittori che l’arte efficace è quella che interagisce e comprende; che un artista incisivo è quello che ferma il proprio ego di fronte alla cittadinanza. Che ascolta. Che dialoga.

Naturalmente lo vorremmo bello e simpatico — e soprattutto scherzoso!

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