In un'area della Sicilia devastata da incendi e frane il crowdfunding permette di far rinascere il bosco con querce, mimose e acacie.

In Sicilia il bosco rinasce col crowdfunding

SIRACUSA – Dieci ettari di bosco, un ettaro all’anno. Lo stanno ricreando a Carlentini, in provincia di Siracusa, Andrea Valenziani e Justyna Podiaska. Lui siciliano, lei polacca, si sono impegnati in una piccola opera di rimboschimento sulla costa orientale dell’Isola. Lì dove c’era l’antico mandorleto, oggi una distesa incolta, sorgeranno querce, mimose, acacie. Per far rivivere ciò che gli incendi e le frane hanno cancellato.

Donando venti euro si può far rinascere un bosco: il crowdfunding di Andrea e Justyna

Prevenire gli incendi
“I miei genitori mi hanno portato qui quando avevo quattro anni. Ho giocato su ogni albero, dietro ogni sasso di questa terra, soprattutto nella parte più selvaggia. Crescendo, ho tradotto questo legame in un’attività di cura del territorio e prevenzione degli incendi”. Originario di Lentini, Andrea è cresciuto nell’azienda agricola di famiglia in contrada San Lio. Dopo gli anni di studio all’estero, è tornato e ne ha assunto la gestione insieme alla sorella. Producono arance rosse e naveline, mandarini e clementine, marmellate e saponi naturali. Una piccola oasi, in mezzo a interi appezzamenti incolti a rischio roghi. Proprio quelli che Justyna, da sette anni in Sicilia, ha deciso di acquistare per ripopolare di alberi. “Per lei, cresciuta in mezzo ai boschi a sud di Cracovia, l’impatto con il nostro ambiente così arido è stato traumatico”, racconta Andrea.

Le radici come difesa contro le frane
“Mi ha subito colpito che in un posto così caldo mancassero alberi di alto fusto”, spiega Justyna. “In Sicilia l’ombra è preziosa e c’è un enorme problema di carenza d’acqua: con un piccolo bosco possiamo cercare di riequilibrare la situazione, creando un microsistema più fresco. Ecco perché da sette anni pianto alberi ovunque, facendo preoccupare mio suocero  – ride – anche dentro l’azienda agricola”. È nata così l’idea di comprare 20 ettari di terreno attorno all’attività, che in parte saranno destinati al bosco e in parte convertiti a fini agricoli per trarne un reddito da investire nel progetto. L’anno scorso, nel periodo di Natale, Andrea e Justyna hanno avviato la sperimentazione, piantando le prime essenze. A metà ottobre hanno comprato altri alberelli, ben 600 piantine che saranno messe a dimora tra novembre e dicembre con l’arrivo dei primi freddi. “Vogliamo fare anche un lavoro di ripristino delle aree più compromesse sulle scarpate – anticipa Andrea – lì dove il dilavamento del terreno denuda la roccia ed espone al rischio frane”.

“Con i fondi o senza, andremo avanti”
Per rimboschire i dieci ettari acquistati, hanno chiesto aiuto anche alla Rete.

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Foto: Flickr

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