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23 Febbraio 2018

Arcipelago Italia alla Biennale. Cucinella presenta i progetti partecipati per rilanciare il futuro delle aree interne del Paese

Arcipelago Italia. Progetti per il futuro dei territori interni del Paese. Questo il titolo del Padiglione Italia alla 16^ Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia – prevista dal 26 maggio al 25 novembre 2018.

Ieri pomeriggio (20 febbraio 2018, ndr.) durante la Conferenza Stampa ospitata dalla Sala Spadolini all’interno della sede del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, il Ministro Dario Franceschini, Federica Galloni (Direttore Generale Arte e Architettura contemporanee e delle Periferie urbane e Commissario Padiglione Italia), Paolo Baratta (Presidente della Biennale di Venezia) e Mario Cucinella (Curatore designato Padiglione Italia 2018) hanno raccontato e chiarito tutti i punti salienti su cui verterà il progetto di Arcipelago Italia in occasione della più importante manifestazione culturale italiana in campo architettonico.

In linea con il più generale Freespace, tema scelto dalle curatrici della Biennale Yvonne Farrel e Shelley McNamara e relativo all’indagine sulla qualità dello spazio pubblico e privato, dello spazio urbano, del territorio e del paesaggio quali riferimenti principali e finalità della stessa architettura, Arcipelago Italia di Mario Cucinella focalizzerà l’attenzione sullo spazio urbano che corre lungo la dorsale italiana, dall’Arco Alpino, lungo l’Appennino e fino al Mediterraneo, in una sorta di “ricerca-azione” sulle aree interne del Paese, in relazione con la loro storia, il presente ed il futuro.

Come chiarito dal Ministro Franceschini “Arcipelago Italia presenta l’Italia delle mille piccole città, fatta di centri e borghi delle aree interne del nostro territorio l’Italia della qualità della vita, della bellezza, dei saperi, dove le persone, con le loro conoscenze e competenze, sono la risorsa principale del territorio.”

Itinerari, Futuro e Progetti sperimentali sono dunque le parole chiave, una mostra in tre atti per spiegare ed indagare la complessità dei territori interni e il ruolo dell’architettura contemporanea per il loro rilancio, con l’obiettivo di combattere lo spopolamento insieme a una riflessione sul ruolo dell’architetto che, come ribadito da Paolo Baratta in Conferenza Stampa “deve avere la capacità di ascoltare, intercettare i desideri delle persone, rispondere alle domande e fare architettura che serve”.

“Abbiamo attraversato la Penisola nella sua parte più intima (foreste, borghi e piccole città) e percorso pianure e boschi, abbiamo oltrepassato le porte di tante città, alla scoperta di nuovi luoghi: il quadro è molto articolato e non omogeneo”.


Foto: Flickr

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