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7 Marzo 2019

Vieni a ‘Bella Storia’, un festival di storia resistente tra i bar di Roma Est

Giovedì 7 marzo prende il via un inedito percorso di approfondimento della storia di Roma, che si snoderà attraverso bar e taverne di Centocelle, Quadraro, Torpignattara, Certosa, Pigneto e Prenestino Labicano


“Bella storia. Narrazioni di strada” è il titolo del festival che nei prossimi mesi attraverserà le strade di Roma Est: un progetto autofinanziato e patrocinato dal V Municipio, dall’AAMOD – Archivio Audiovisivo del movimento Operaio e Democratico, dal Museo storico della Liberazione di Roma, dell’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Stefano e da Forte Apache Cinema e Teatro.

L’obiettivo del progetto è parlare al territorio mediante la realizzazione di un ciclo di 15 incontri, sotto forma di lezioni aperte al pubblico, i cui temi saranno i mutamenti storici e antropologici del quartiere nelle sue molteplici rappresentazioni. Allo stesso tempo questo percorso di ricognizione sarà anche un modo per raccontare ai cittadini di Roma, nativi e migranti, il passato resistenziale della città, il suo ruolo nel processo di liberazione dal nazifascismo e le dinamiche socio-politiche che hanno determinato la fisionomia dei nostri quartieri.

La narrazione storica della città sarà ripercorsa attraverso l’intervento di studiosi, ricercatori e testimoni e corredato da fonti tipografiche, visive e documentaristiche: alle lezioni si alterneranno, quindi, presentazioni di documenti audiovisivi storici, di repertorio e di ricostruzione narrativa. In particolare il mese di maggio sarà dedicato alla presentazione documentaristica presso il Nuovo Cinema Aquila.

Un aspetto significativo del festival è rappresentato dai luoghi delle lezioni. Gli spazi d’incontro si allontanano dagli ambienti tradizionali del “sapere”, prediligendo i siti di aggregazione quotidiana, i punti vivi della città, che richiamano ad una trasmissione della conoscenza orale e spontanea.

Per continuare a leggere clicca su ‘Vai alla fonte’. 


Anche per noi di cheFare sono molto importanti quegli spazi che “si allontanano dagli ambienti tradizionli del sapere” e funzionano oggi come centri di produzione, di diffusione o di condivisione di cultura.
Ne parliamo qui, qui e qui.

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