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17 Settembre 2018

Call: aree interne, scuola e innovazione culturale

Deadline:
abstract – 12 ottobre 2018
paper – 21 dicembre 2018


L’idea di un volume su “Scuola e innovazione culturale nelle aree interne” (a cura di Daniela Luisi e Filippo Tantillo) nasce nell’ambito delle attività di analisi e di co-progettazione territoriale svolta, a partire dal 2013, dalla Strategia Nazionale per le Aree Interne e dal Comitato Tecnico Aree Interne (al quale partecipa il MIUR, come referente istituzionale responsabile dei fondi legge di stabilità a finanziamento delle sperimentazioni nelle aree progetto).

Call per partecipare al volume “Scuola e innovazione culturale nelle interne” con saggi sui temi chiave elencati qui di seguito:

– Partecipazione degli studenti in azioni di sviluppo locale e in esperienze progettuali nelle scuole o in altri contesti culturali, in termini di adeguamento e convergenza fra attività didattiche e sistema produttivo locale.
– Impegno delle scuole, dei programmi didattici e degli operatori culturali in progetti di costituzione di comunità, in termini di tutela del paesaggio, delle specificità storico-culturali, dell’ambiente e delle riserve energetiche, e di contrasto al cambiamento climatico.
– Scelte di policy e co-progettazione della Strategia Nazionale per le Aree Interne, in particolare sulla convergenza fra i progetti didattici/formativi e il disegno di sviluppo delineato dalla Strategia e da altri progetti di sviluppo locale.
– Valutazione di progetti educativi nelle scuole di ogni ordine e grado, con particolare attenzione alla scuola primaria (quali esperienze innovative in pluriclassi?), alla outdoor education (quali vantaggi in termini di apprendimento?), all’e-learning (quali modelli di innovazione organizzativa?).
– Passato e presente delle esperienze innovative in piccole scuole e in aree interne: destrutturazione della didattica (in termini di superamento delle rigidità di orario o di disciplina), nuovi modelli pedagogici, nuove architetture, ambienti di apprendimento, educazione non formale, orientamento.
– Ruolo delle arti e dell’alta formazione per l’innovazione culturale e la nascita di nuove comunità.
– Povertà educativa e disuguaglianze territoriali (in aree urbane e aree interne, e tra aree urbane/interne).


Le aree interne sono caratterizzate dalla presenza di un’offerta formativa molto frammentata e di istituzioni scolastiche fortemente sottodimensionate. L’isolamento rispetto ai centri urbani e la carenza di collegamenti stradali accentuano questo problema, evidenziando, soprattutto per il primo ciclo di istruzione, esigenze di mantenimento del servizio nonostante il numero di alunni risulti al di sotto dei parametri previsti dalle norme di legge. Sono aree in cui la pluriclasse, per esempio, è spesso considerata una pratica “disfunzionale”: classi troppo esigue non favoriscono lo scambio e la socializzazione tra gli alunni né assicurano un adeguato confronto tra i docenti, presente invece nell’ambito di scuole di dimensioni più consistenti. Tuttavia, alcuni studi sociologici (Cerri, a cura di, 2012) hanno mostrato che non in tutti i casi le pluriclassi incidono negativamente sulla qualità della didattica, così come recenti esperienze hanno suggerito l’ipotesi che classi “piccole” possano essere valorizzate, diventando terreno di sperimentazione di nuovi modelli didattici orientati alle esigenze specifiche e di sviluppo di aree locali marginali, in una strategia complessiva di sperimentazione e di crescita di un territorio.

I temi della scuola, dell’istruzione e della cultura nelle aree interne (già affrontati nel convegno “Alfabetizzazione, apprendimento, arte. Il divario culturale delle aree rurali fragili” promosso dall’Università di Trieste) riguardano molteplici dimensioni, come le competenze e il capitale sociale; i modelli pedagogici e la qualità della didattica; gli ambienti e i modelli di apprendimento; la flessibilità organizzativa e i sistemi integrati di apprendimento (p.es.: percorsi “zero-sei”); la didattica laboratoriale e collaborativa, anche in classi “piccole”; le competenze digitali e la didattica innovativa.

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