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11 Febbraio 2019

Il turismo mordi e fuggi e Airbnb stanno trasformando i centri storici nelle nuove periferie?

Il tema sarà discusso nel corso della Rassegna Urbanistica Nazionale organizzata dall’Inu dal 3 al 6 aprile


08/02/2019 – In una fase storica in cui il dibattito pubblico che riguarda più strettamente i temi dell’urbanistica e dell’architettura si è concentrato sulla grande questione della riqualificazione delle periferie, esiste un argomento che nel nostro Paese ha almeno la stessa importanza dal punto di vista del portato culturale, ovvero la condizione e le prospettive della miriade di centri storici di cui è costellata la Penisola.

L’Istituto Nazionale di Urbanistica se ne occupa attraverso la Community “Città storica”, coordinata da Marisa Fantin. L’argomento sarà al centro anche dell’esposizione e degli incontri della settima Rassegna Urbanistica Nazionale “Mosaico Italia: raccontare il futuro”, in programma a Riva del Garda dal 3 al 6 aprile.

Proprio in questi giorni all’attenzione della cronaca c’è la decisione dell’amministrazione comunale veneziana di introdurre gradualmente, fino al 2022, una vera e propria tassa che risponde allo scopo di limitare e controllare le presenze del turismo cosiddetto “mordi e fuggi”. Nel corso del lavoro impostato finora, la Community di Fantin ha operato sulla raccolta di esperienze e la promozione del confronto con associazioni, Ordini professionali, Università.

Il tema della necessità, per le città d’arte e i rispettivi centri storici, di affrontare e gestire un turismo sempre più invasivo è emerso nell’ambito di questo percorso in tutta la sua forza. Fantin spiega: “Penso ad Airbnb, che sta distruggendo nelle città d’arte il sistema degli affitti e cambiando il volto dei centri storici. È ormai una criticità che si aggiunge ad altre più annose, come la crisi della rete commerciale”.

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