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16 Luglio 2019

La ‘corsa al decoro’ nelle città è un dispositivo violento di esclusione sociale

Nel libro La buona educazione degli oppressi. Piccola storia del decoro, Wolf Bukowski mostra che nelle città è in atto una guerra in nome del decoro che mira alla «conservazione degli attuali rapporti di proprietà, delle attuali diseguaglianze, senza cedimenti, senza redistribuzioni di sorta» (W. Benjamin, L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica).

Con l’arma del decoro, si impedisce di vivere, attraversare e frequentare le città ad alcune specifiche categorie di persone, strutturando lo spazio pubblico perché sia adatto al transito e alla sosta dei consumatori, turisti e cittadini, e di nessun altro. Sgraditi migranti poveri, cittadini che consumano poco e cittadini attivi e politicizzati.

Il violento sgombero dell’occupazione abitativa di Via Cardinal Capranica a Roma, che ha costretto 300 persone tra cui 70/80 minorenni e bambini a lasciare le loro case senza una nuova destinazione stabile è evidentemente un atto di questa guerra.

Ribalta pubblica un estratto dal finale del libro di Wolf Bukowsky, che inizia così:

«Chi è […] titolare del pieno diritto ad attraversare, frequentare, vivere la città decorosa?»

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