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6 Agosto 2017

Comunicazione, strumenti e processi. I risultati di XYZ, il laboratorio della Scuola Open Source

Si chiude il laboratorio di co-progettazione XYZ, organizzato a Bari, dal 23 al 31 luglio, dalla Scuola Open Source (SOS). Quarantacinque partecipanti si sono confrontati con docenti provenienti da altri centri di cultura indipendente per smontare e rimontare processi, raccogliere e analizzare dati, progettare e definire strategie di comunicazione con l’obiettivo di scrivere il futuro della Scuola Open Source. Con Alessandro Tartaglia, direttore della scuola, abbiamo ripercorso i tre assi cartesiani x, y e z, ovvero le tre macro-aree comunicazione, strumenti e processi, per capire cosa è successo nelle giornate di svolgimento del laboratorio e gli output prodotti. Certo è che questa è una delle edizioni (la quarta) più riuscite del laboratorio, perché, dice Alessandro Tartaglia, “il team della scuola era già rodato come squadra e la durata, concentrata in sette giorni, ha dato meno spazio alla teoria e alle grandi discussioni e maggiore agli scambi operativi, sviluppati a partire dagli output raccolti nella scorsa edizione”.

L’asse X: comunicazione

Si è parlato di propaganda, caratteri tipografici e web design (lato user experience e interfaccia grafica) per definire l’identità di SOS e le strategie di comunicazione da mettere in campo. «Sono stati realizzati – spiega Tartaglia – dei sondaggi tra i partecipanti al laboratorio e all’esterno, attraverso mailing e strumenti social, sulla percezione della scuola, anche attraverso l’identificazione con delle citazioni prese da autori diversi, e sul senso dato a parole chiave come sud e lavoro che hanno restituito alcuni dati. Mettendoli a valore in modalità open attraverso dataset e Api, saranno resi fruibili in un unico contenitore e agganciati a visualizzazioni utili a definire le strategie di comunicazione». I partecipanti hanno anche lavorato sul gestionale della piattaforma SOS, al restyling del sito e all’upgrade del carattere tipografico Freak Grotesk (nato dalla manomissione, in modo generativo, di HK Grotesk e in cui le parole sono disposte sui quattro angoli dello spazio e possono essere accompagnate da una macchia che rappresenta l’elemento di identità), utilizzando algoritmi Python che creano grafiche dinamiche. Sarà inoltre realizzato un libro che racconta i progetti di innovazione sociale promossi dalla

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