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8 Novembre 2013

Ecosistema e fruizione. Tra locale e globale

Sono diversi anni che Salvatore Iaconesi e Oriana Persico con il loro lavoro attraversano arte, scienza, performance e design e utilizzano una varietà di strumenti e tecniche per analizzare il territorio nel suo sovrapporsi agli strati invisibili dell’informatica, quelli che l’uomo materializza comunicando e accedendo ai dispositivi di ‘connessione’.

Emergono così nuove metodologie di osservazione per leggere le trasformazioni ‘tecno-ambientali’ del territorio, in particolare quello urbano, per renderle comprensibili e quindi utili. Questi interessi artistici e di ricerca sono parte del più ampio progetto «AOS – Art is Open Source» di cui Oriana e Salvatore sono i fondatori, un network internazionale finalizzato ad esplorare i mutamenti dell’uomo con la crescente accessibilità ubiquitaria delle tecnologie digitali e dei networks.

Nell’ambito di questo macro-progetto, ci interessa qui ripercorrere l’evoluzione e le possibili applicazioni del loro metodo di ‘ascolto’ delle città che da ConnectCity (2008) si è oggi evoluto in Human Ecosystems, una nuova serie di progetti per visualizzare il tessuto urbano nel suo conformarsi in un ‘ecosistema umano’, attraverso tempo, spazio e relazioni, e sulla base di dati catturati dai social networks in tempo reale, vedremo meglio quali, con quale criterio sono analizzati, come sono poi restituiti al bene comune, e quale impatto possono avere sul territorio.

Primo di questi progetti è EC (m1), un Ecosistema in Tempo Reale della Cultura per la città realizzato in collaborazione con il I Municipio di Roma. Per la prima volta il metodo di ascolto è protagonista di una sperimentazione in campo, grazie anche alla visione e all’apertura dell’amministrazione locale. Prima di entrare in merito del metodo e del progetto EC (m1) facciamo un passo indietro e per capire meglio cosa significhi parlare di trasformazioni tecno-ambientali.

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