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4 Aprile 2019

Dire che l’editoria è in cattiva salute serve a tenere bassi gli stipendi

Bethany Patch, editor per la Penguin Random House, ha pubblicato sul Guardian un articolo sull’industria editoriale e i suoi stipendi.

Il settore impiega lavoratori molto qualificati e in maggioranza donne, che si occupano diligentemente di progetti di cui sono orgogliosi. Eppure gli stipendi sono più bassi rispetto agli altri settori, la differenza di salari tra uomini e donne è sensibile, la crescita dei salari nel tempo è modesta, ogni anno una nuova leva di neolaureati preparati e motivati è pronta a lavorare di più per meno.

Secondo Patch può darsi che gli stipendi bassi siano accettati per la consapevolezza degli scarsi margini di guadagno delle case editrici, ma in Australia, dove la vulgata è che l’editoria sia in crisi anche se il settore ha segnato una crescita dell’1,4% nel 2018, i lavoratori dell’editoria stanno riconquistando qualche diritto perché hanno iniziato a sindacalizzarsi.

Clicca sul pulsante ‘Vai alla fonte’ per leggere l’articolo originale sul Guardian  

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