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8 Novembre 2017

I primi effetti (nefasti) del nuovo feed di Facebook sui media indipendenti

La bacheca di Facebook si sta preparando a un possibile nuovo cambiamento, cosa che il social network sta già testando in Slovacchia, Serbia, Guatemala, Bolivia, Cambogia e Sri Lanka. Si tratta di una nuova suddivisione che manterrebbe distinti i post pubblici da quelli privati, con l’eccezione fatta per i post pubblicizzati, che resterebbero comunque sul news feed principale.

Gli effetti nel nuovo feed

Che cosa finirebbe sulla bacheca “Esplora”? Tutto il contenuto proveniente da pagine pubbliche non sponsorizzate. Ad esempio articoli pubblicati da piccoli giornali indipendenti, da associazioni di cittadini, piccole ONG, che contano sulla reach organica di un pubblico fidelizzato negli anni e interessato al loro contenuto.

Eppure il nuovo esperimento di Facebook, iniziato il 19 ottobre, ha già dato risultati catastrofici per i piccoli media indipendenti. Cosa ancora più rilevante dal momento che i paesi scelti per il test sono nazioni in cui il dibattito pubblico fa affidamento sui social media per proporre un punto di vista alternativo, spesso anche per garantire visibilità a notizie scomode.

Le pagine di piccole pubblicazioni hanno visto scendere lo user engagement fino all’80%, mentre la reach organica è scesa di due terzi in pochi giorni. Le cifre sono confermate nei diversi paesi: Soy502, un giornale indipendente del Guatemala, ha visto scendere del 66% il proprio traffico; Denník N, un altro giornale indipendente dells Slovacchia, ha perso il 60% di interazioni.

L’impatto sui piccoli editori indipendenti

Proprio quelle pagine che non possono permettersi campagne sponsorizzate sono, in molti paesi, quelle a cui la popolazione si affida per poter accedere a una diversificazione dell’informazione, quelle che portano avanti inchieste contro la corruzione e che smascherano situazioni di incoerenza o anche di irregolarità. Ecco perché se Facebook decidesse di mantenere questa divisione del news feed e di diffonderlo anche in altre nazioni, potrebbe avere un impatto significativo sulle democrazie di tutto il mondo, in particolare su quelle più delicate e instabili.

La bacheca “Esplora” diventerebbe una sezione secondaria del social network in cui l’utente può decidere di andare, ma che non gli comparirebbe automaticamente davanti come succede, invece, con la bacheca normale.


Foto: Flickr

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