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16 Maggio 2019

Il bilancio del Guardian è in attivo perché i suoi lettori non pagano un accesso, sostengono una causa

È diretto da una donna sotto i cinquant’anni, è un quotidiano, non usa paywall, i contenuti sono curatissimi, tanti, con un livello di qualità molto alto. In più, per la prima volta da vent’anni, ha il bilancio in attivo.

Su Rivista Studio c’è un articolo che racconta come mai la strategia del Guardian è diversa da quella delle altre grandi testate con cui lo si può confrontare: il New York Times, il Washington Post e il New Yorker. Come loro ha scelto di puntare sui lettori invece che sulla pubblicità, ma ha lavorato meglio di loro sulla versione digitale e ha fatto una scelta sostanzialmente diversa riguardo al modo di chiedere soldi ai suoi lettori.

Mentre gli altri tre hanno scelto di usare un paywall sapendo che i loro lettori non avrebbero avuto problemi a pagare per accedere a contenuti di qualità, il Guardian chiede ai suoi, attraverso il box giallo che appare in basso, di sostenere volontariamente la testata. In ogni caso, tutti possono leggere gratis online i suoi articoli.

L’approccio è più diretto di un paywall impersonale perché fa appello direttamente alla coscienza del lettore e riflette la diversa missione del quotidiano britannico, oltre alla sua vocazione no-profit: per diffondere il più possibile il liberalismo bisogna essere letti da tutti, non solo da chi può abbonarsi.

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