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5 Gennaio 2018

Il primo bilancio della Scuola Open Source – Zeitgeist

La Scuola Open Source è stato uno dei 3 progetti vincitori di cheFare3 e oggi è una Scuola: un istituto didattico e un centro di ricerca e consulenza — artistica e tecnologica — per l’Industria, il Commercio e l’Artigianato(digitale e non).
La scuola, a Bari, è portata avanti da una comunità di artigiani digitali, maker, artisti, designer, programmatori, pirati, progettisti, sognatori e innovatori che lavorano assieme sperimentando nuovi modelli e pratiche di ricerca, didattica, mentoring e co-living.

Per Capodanno, gli amici di SOS hanno realizzato bilancio del loro primo anno di piena attività.

Il 31 dicembre si è concluso il primo (e intenso) anno di piena operatività della Scuola.

Cosa significa fare una scuola?

Una quantità inaspettata di incontri, conversazioni, riflessioni, esperimenti, corsi e eventi.

Solo due anni fa La Scuola Open Source era soltanto un’idea (tutta da verificare).
Le fondamenta del progetto sono state poste in essere durante XYZ, solo nell’estate 2016.
Il primo, vero evento SOS si è tenuto il 4 gennaio 2017 (The Empire Strikes Again).

Che possa essere di monito a noi e a voi lettori come promemoria del fatto che anche in Italia, anche al Sud, anche dove sembra che tutti siano “contro”, si può agire il cambiamento immaginato.

 

DIDATTICA

Nel 2017 abbiamo attivato 15 corsi, per un totale di 240 partecipanti e 292 ore di attività.

↓ I corsi possono nascere in tre modi diversi:

✓ un possibile docente ci propone un progetto didattico, al cui sviluppo organizzativo lavoriamo insieme così da renderlo il meno oneroso possibile per i futuri partecipanti;

✓ un potenziale partecipante vorrebbe acquisire delle competenze e si rivolge a noi per trovare qualcuno che possa e voglia insegnarle: in quel caso siamo noi ad approcciare i docenti nel nostro network;

✓ un’organizzazione del territorio ci chiede di risolvere un problema di innovazione, e insieme decidiamo che la forma-workshop sia la migliore per risolvere il problema; in quel caso il corso è gratuito e i suoi costi vengono coperti dall’organizzazione in questione.

Chiunque può proporre un corso o un workshop

Ogni corso viene attivato solo se raggiunge il numero minimo di iscritti necessario a renderlo sostenibile economicamente: i nostri sforzi sono votati a trovare il giusto compromesso tra un costo accessibile e un numero minimo di partecipanti non proibitivo.

Siamo riusciti a organizzare il secondo corso completamente gratuito — Sistemi d’accesso H24 — per i partecipanti, le cui spese sono sostenute interamente da O-Key, società che ha manifestato interesse nel fatto che il corso si svolga.

Abbiamo ancora strada da fare:
(per continuare a leggere clicca sul pulsante azzurro “Vai all’articolo” qui sotto)

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