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29 Aprile 2015

Lo Sportello Unico per la Musica

Abbiamo incontrato Andrea Minetto e Silvia Tarassi dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano che ci hanno spiegato come funziona questo famoso “Sportello Unico per la musica”, e tanto altro ancora.

Ciao Andrea, ciao Silvia. Andiamo subito al sodo del discorso e poi da lì proviamo un po’ a raccontare sfumature, difficoltà, resistenze, vittorie, positività etc. Perchè parliamo di “modello Milano”?
Partiamo da una considerazione di base, che non è più una sfortuna o uno svantaggio, ma semplicemente la nuova condizione, il nuovo stato delle cose con cui dobbiamo fare i conti e da cui partire: per tutti i tagli che sappiamo, l’Ente locale non può più contribuire come negli anni ’80 e ’90 con un supporto in termini monetari, di cash, alle iniziative culturali.

Ovvero zero finanziamenti
Ovvero zero finanziamenti, sì. Come invece si faceva negli anni passati. Il Comune non può più finanziare, più o meno, con criteri più o meno giusti, diciamo così “a pioggia”, tutta una serie di iniziative e progetti. Quell’epoca è definitivamente finita, archiviata. Partendo da qui ci siamo interrogati sul cosa può fare l’Ente locale, se non può più dare soldi (perchè non ci sono proprio più). La risposta che ci siamo dati è che quello che si può fare è 1) coordinare e 2) agevolare sui servizi.

Coordinare non nel senso di fare una direzione artistica della città, sia ben chiaro, ma cercare di aiutare gli operatori a non sovrapporsi, a non cannibalizzarsi a vicenda, per quanto possibile, di far emergere la massa critica di tutti gli operatori, non solo i principali, non solo i più grossi e “potenti”. Un lavoro di coordinamento su tutti i livelli insomma.

L’altro grande filone di lavoro, che costituisce in parte quello che l’assessorato alla cultura del comune di Milano ha fatto, è quello di lavorare sui servizi, ovvero “tu comune non puoi darmi i soldi allora agevolami su alcuni servizi per farmi spendere meno”. Ecco, il ‘Modello Milano’ funziona ed è esportabile se va avanti su queste due direttrici.

Ok. Si inserisce in una di queste due direttrici quello che viene chiamato ‘Sportello Unico per la musica’, che è anche uno dei punti caldi, diciamo così, che coinvolgono tanti operatori del settore, musicisti e lettori di Rockit. Lo spieghiamo?
Certo. Nell’ambito di lavoro legato al tema dei servizi e della facilitazione che l’Amministrazione può dare agli operatori culturali, sicuramente uno dei grandi passi avanti che è stato fatto è quello dello ‘Sportello Manifestazioni di Expo in Città‘, volgarmente conosciuto come tu dici ‘Sportello Unico per la musica’, fra l’altro già ampiamente sollecitato da parte degli operatori culturali fin dalla campagna elettorale milanese del 2011.
Premessa. Uno dei più grossi problemi per chi organizza eventi a Milano era da sempre l’assoluta difficoltà di gestione di tutti i permessi e licenze necessarie, che erano divisi e scorporati in tanti uffici e luoghi diversi, rendendo quindi molto difficile, specie per gli operatori più giovani riuscire a tenere le fila di tutti i permessi necessari. Da ora questo è superato.

Nel senso che adesso un ragazzo o una ragazza di 16 anni che non ha esperienza con queste cose ma che vuole organizzare un concerto, un piccolo evento, qualsiasi cosa, da adesso ha un posto, un indirizzo fisico, dove andare e risolvere tutti i suoi dubbi, chiudere tutte le pratiche e in massimo un’ora esce da lì che ha il suo evento in regola. Giusto? Dov’è questo posto “miracoloso”? Dov’è questo sportello?
Ahahah. Miracoloso… Vedi? Non dovrebbe essere visto così, “miracoloso”, dovrebbe essere la normalità.

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