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19 Giugno 2015

Manifesto delle Case del Quartiere di Torino

Premessa

Negli ultimi sette anni a Torino sono stati aperti spazi comuni, laboratori sociali e culturali in cui s’incrociano attività e persone, luoghi nei quali si esprimono pensieri e vissuti collettivi, che avviano esperienze di partecipazione, coinvolgimento ed auto-organizzazione, spazi che oggi hanno un nome: Case del Quartiere.

Questi spazi nascono da una storia della Città molto ricca, che vede già nei decenni precedenti sperimentazioni di luoghi capaci di innescare pensieri e progetti e coinvolgere parte della cittadinanza. Alla fine degli anni Novanta, dalle proposte di programmazione e attuazione di politiche urbane innovative e dagli stimoli delle istituzioni europee che spingevano le città a adottare approcci nuovi, nascono spazi di uso pubblico che superano le politiche settoriali e lavorano insieme ai cittadini per mettere in comunicazione centri e periferie.

La Città di Torino raccoglie questi stimoli e nel 2007 nasce la prima Casa di Quartiere in una zona periferica della città: Cascina Roccafranca. Negli anni seguenti si sviluppano nuove esperienze in altri quartieri della città, attraverso percorsi e storie diverse ma con una base comune:  spazi ad uso pubblico riqualificati, grazie alla collaborazione tra istituzioni pubbliche, fondazioni bancarie, imprese sociali, associazioni e cittadini, luoghi che diventano spazi per la cittadinanza.

Ad oggi le Case di Quartiere sono 9, ognuna in un quartiere diverso coprendo quasi completamente il territorio cittadino: Cascina Roccafranca (Mirafiori Nord), Casa del Quartiere di San Salvario, Bagni Pubblici di via Agliè (Barriera di Milano), Hub Cecchi Point (Aurora), la Casa nel Parco (Mirafiori Sud), +SpazioQuattro (San Donato), Barrito (Nizza Millefonti), Bossoli83 (Lingotto) e Casa di Quartiere Vallette.

Da maggio 2012, insieme alla Compagnia di San Paolo, la Città di Torino ha invitato i soggetti gestori delle Case a riunirsi intorno ad un tavolo con il proposito di coordinare le attività delle varie Case attraverso il consolidamento di una rete per mettere in comune saperi, esperienze e progetti.

 

Il progetto “Di Casa in Casa”

Il desiderio di costruire un coordinamento della Rete delle Case di Quartiere, diventa una concreta possibilità nell’aprile del 2014, con il progetto “Di Casa in Casa” che vince il primo premio (del valore di 100.000 euro) del Bando nazionale per la Cultura “Che Fare2”.

L’obiettivo del Progetto “Di Casa in Casa” è quello di “crescere insieme”, favorendo la trasmissione di competenze all’interno del vissuto differente delle Case, attivando un percorso di costruzione di un profilo condiviso, nel rispetto della specificità d’ogni singola esperienza, caratterizzata da spazi, organizzazioni, storie e persone diverse.

Tale Coordinamento permette di conoscersi meglio attraverso il confronto delle esperienze, dei saperi e delle sensibilità che nascono dai vissuti differenti; è arricchito dalla formazione di ciascuno, da una progettazione insieme in un’ottica di crescita condivisa, di miglioramento della gestione ed efficacia dei servizi, di condivisione di strumenti strutturali e formativi, di sviluppo di economie di scala in un’ottica di auto-sostenibilità.

In ambito nazionale, quello della Casa del Quartiere rappresenta un modello che risponde a bisogni diffusi nelle nostre città ed è replicabile per quanto concerne le modalità economico-gestionali, l’innovatività del rapporto publico/privato, la mixité di attività e servizi.

Il progetto “Di Casa in Casa” è uno strumento utile per diffondere l’esperienza a livello regionale, nazionale e europeo.

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