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11 Giugno 2019

Il collettivo artistico Meow Wolf è diventato la ‘Disney’ dell’experience economy

Meow Wolf, all’inizio, era un gruppo di punk squattrinati. Adesso è una fabbrica di sogni multimilionaria che gestisce un “bazaar immersivo” a Las Vegas.

Sul The New York Times un articolo di Rachel Monroe racconta di come il collettivo, in soli sei anni, abbia spinto la propria fama ben al di là dell’area di Santa Fe, passando dalle installazioni per i party nei capannoni a una serie di incarichi giganteschi.

Per esempio, un progetto a Denver da 60 milioni di dollari che avrà più spazi espositivi del Guggenheim, un contratto per realizzare un’installazione permanente con tre storie diverse da quasi 7.000 m2 a Washington e l’Hotel Meow Wolf che sarà pronto tra qualche anno a Phoenix, con 400 stanze.

Gli investitori lo sanno: oggi, per muovere persone che non di uscire di casa né per parlare con qualcuno, né per mangiare una pizza, tantomeno per vedere un film, bisogna vendere esperienze apparentemente uniche, irripetibili e indimenticabili. È l’experience economy, capace di trasformare in prodotti di massa anche lo stile e i giochi delle feste underground.

Clicca su ‘Vai alla fonte’ per leggere l’articolo originale.


L’immagine di copertina è un’elaborazione grafica di una foto pubblicata da Meow Wolf sulla sua Pagina Facebook

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