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2 Aprile 2019

13 milioni di italiani vivono in paesi o cittadine senza librerie

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Persi nel dibattito politico prima sul referendum costituzionale poi sulla costituzione del nuovo governo, dimentichiamo le priorità e le carenze dei singoli settori strategici del nostro paese. Nonostante, numeri alla mano, la cultura non sia considerata in Italia dai governi e dalle istituzioni una priorità, dal canto nostro ci ostiniamo a giudicare il patrimonio culturale, l’editoria, l’arte, la musica e il cinema settori imprescindibili e centrali nella società. Lo strumento primario di diffusione della cultura rimane, nonostante le nuove tecnologie e un mondo sempre più distratto e superficiale, il libro. E i luoghi centrali per la fruizione dei libri restano, a prescindere dall’incremento di vendite dei siti online, biblioteche e librerie.

Le librerie, oltre ad essere un luogo di vendita e commercio, rappresentano un presidio sociale, un luogo di confronto, scambio di opinioni, consigli e perciò di libertà. Nel momento in cui chiude una libreria non è solo il tessuto urbano delle città a impoverirsi – come avviene purtroppo ogni qualvolta chiude un esercizio commerciale – ma viene meno la vivacità culturale di tutta la cittadinanza.


L’immagine di copertina è di debaird, sotto licenza CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons

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