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20 Maggio 2020

Non abbiamo bisogno di filantropi, ma di Cooperative Commons

Questo articolo è apparso originariamente sul sito Vita. Clicca il pulsante in basso per leggere l’articolo completo.

Le parole di Žižek sono quanto mai attuali, specialmente perché, come osservò amaramente lo scrittore viennese Arthur Feldmann, il prezzo che di solito paghiamo per sopravvivere è la nostra vita.

La nostra situazione di “bisogno” ci fa concentrare solo sugli effetti di questa emergenza e non su come risolvere le sue reali cause.

In questi giorni, sentiamo i grandi proclami di filantropi che donano somme di denaro incredibili ma che approfondendo, sotto strati di polvere pubblicitaria, è come se ci dicessero che il modello di economia e società al quale tornare rimane quello di “ieri”. Se facciamo due conti, capiamo che l’ammontare di questi soldi non è poi così grande rispetto alla somma che è stat versata al fisco italiano. Sicuramente parliamo di un procedimento “legale”, ma non per questo meno predatorio, come il processo di elusione fiscale.

Ho sentito diversi amici e colleghi ringraziare la grande realtà X o la grande realtà Y per avere supportato l’economia italiana in questo momento di crisi senza pensare che quei pochi spicci donati non erano nulla in confronto ai milioni, a volte miliardi, che vengono sottratti dal nostro sistema di welfare o al nostro sistema pensionistico, e che fa addirituttra ridurre i posti letto in terapia di emergenza o il numero di medici pronti a curarci.

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