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22 Giugno 2016

Online il primo documento di strategia delle aree interne

La prima delle 20 aree prototipo della «Strategia nazionale aree interne» (da ora Snai) che abbia definito il proprio documento di strategia, ora a disposizione di tutti sul sito dell’Agenzia della coesione territoriale. Si stratta della strategia d’area dell’Alta Valtellina (Regione Lombardia), cinque Comuni coinvolti (Sondalo, Valdisotto, Bormio, Valfurva e Valdidentro), 18.500 abitanti che vivono su 664 Kmq di superficie territoriale, 69% della quale compresa nel perimetro del Parco nazionale dello Stelvio, con una densità abitativa media di 27,8 ab|Kmq.

Un «area interna» con tratti tipici per caratteristiche di popolazione, numero di Comuni coinvolti e tipologia di problemi (peraltro comuni a tante altre aree, soprattutto nell’arco alpino e appenninico), su cui è da ora possibile verificare – oggi sulla carta, nei prossimi mesi anche nei fatti – se e come può/deve funzionare il coordinamento fra il mix di azioni pubbliche progettate per il potenziamento dei servizi alla cittadinanza (per far star meglio i residenti e convincerli a restare) e i progetti di investimenti pensati per il rilancio dell’economia e dell’occupazione (per valorizzare i fattori di attrattività del sistema locale).
Un mix di interventiche mira a coniugare azioni per la “cittadinanza” (con risorse ordinarie) e azioni per lo “sviluppo” (con risorse aggiuntive) e che è alla base dell’approccio Snai, in discontinuità con le pregresse esperienze italiane in materia di sviluppo locale e\o programmazione negoziata, che mai hanno ragionato in termini di integrazione fra queste due essenziali dimensioni dell’azione pubblica.

Ma perché è così importante questa segnalazione? Perché dall’esame del documento è finalmente possibile toccare con mano e apprezzare efficacia e risultati a cui è pervenuta l’applicazione del nuovo metodo di co-progettazioneintegrata territoriale promosso a partire dal 2015 da Snai.

E perché, per le caratteristiche dell’area sopraddette, le soluzioni adottate hanno valore paradigmatico per il resto delle aree interne italiane. Nelle prossime settimane, altre “aree progetto”, selezionate nelle diverse Regioni italiane, renderanno pubblici i loro documenti strategici e si potrà comprendere ancora meglio le potenzialità di questo innovativo approccio.
Su questo si è insistito molto con le linee guida offerte dal Comitato nazionale Snaie molto si è lavorato nella convinzione che fosse decisivo non limitare eccessivamente il tempo necessario a ricostruire una visione di sviluppo prima di qualsiasi selezione delle cose da fare, superando così la nota logica del “progettificio”: fare in fretta e tante cose, anche se non mirate e fra di loro scollegate.

Il corposo kit messo a disposizione dal Comitato Snai per la co-progettazioned’area testimonia dell’attenzione per questa fase della strategia: nella successiva fase di attuazione nuovi problemi potranno proporsi sul come fare/realizzare non più sul cosa fare e sul perché!

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