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9 Dicembre 2015

Piattaforme e reti di accoglienza

Non solo centri di accoglienza strutturati. Il fenomeno delle migrazioni è talmente imponente da aver messo in moto reti informali e piattaforme digitali, che possono dare una mano per migliorare la qualità della vita delle persone che riescono a giungere in Europa. Sta per arrivare anche in Italia Refugees Welcome, una sorta di AirBnb per i profughi. L’organizzazione è nata in Germania per mettere in relazione i migranti e i privati che mettono a disposizione un alloggio. L’iniziativa è frutto di un gruppo di ragazzi di Berlino, città in cui il prossimo fine settimana si svolgerà un hackathon per i rifugiati.

In Francia Nathanael Molle, fellow di Ashoka (network mondiale di innovatori sociali) lavora da anni per l’integrazione socioeconomica dei rifugiati. Nello scorso gennaio ha dato vita a Calm-Like at Home, una piattaforma online e un’app mobile- frutto di un hackathon – mettendo in relazione i rifugiati e i privati. La web app è in open source e sarà condivisa con le altre organizzazioni interessate all’accoglienza. In Olanda propone un servizio simile Refugee Hero che vuole coinvolgere nella rete di ospitalità diffusa anche scuole, università, chiese, moschee.

Sul versante educativo a Berlino Kiron, università online, ha lanciato una campagna di crowdfunding per aiutare i rifugiati a migliorare la loro educazione. Gli utenti di questo ateneo nonprofit – circa otto milioni – si possono collegare da ogni luogo del mondo e proseguire gli studi. Sempre in Germania, a Monaco, l’imprenditore sociale Michael Stenger, forte anche lui di una fellowship con Ashoka, ha fondato SchlaU-Schule che consente ai giovani rifugiati di colmare il gap con la lingua tedesca e il completamento degli studi intrapresi nei paesi di origine. Questo percorso sta trasformando anche la percezione che l’opinione pubblica, i politici e le organizzazioni hanno dei giovani richiedenti asilo. È ancora tedesco Everjobs, portale di lavoro di proprietà dei fratelli Samwer. Ora hanno lanciato una versione refugee-friendly. Sempre in Germania, Refugees On Rails offre corsi di coding ai profughi e chiede ai tedeschi di donare i loro vecchi computer.

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