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13 Giugno 2018

Politiche del quotidiano. Un vocabolario di senso per la trasformazione sociale

Politiche del quotidiano di Ezio Manzini – la seconda uscita di una collana curata da cheFare con Edizioni di comunità – si presenta come una lettura leggera e coinvolgente ma con solidissimi e autorevolissimi riferimenti. Edgar Morin, primo fra tutti e la cui teoria della complessità è presupposto all’intero discorso, Michel De Certeau, Martha Nussbaum, Byung Chul Han, Georg Simmel, John Dewey, Eric Hobsbawm per citare quelli a me più cari.

L’autore ci offre in maniera critica e attenta i processi che ruotano intorno alla tanto osannata “innovazione sociale” restituendone la complessità e le sfumature, con una particolare attenzione alla costruzione di un vocabolario di senso.
Oltre la retorica identitaria, pone al centro della sua riflessione le comunità, costituite e costituenti.
Rispetto al passato, dove la staticità del termine era il riflesso di una società i cui tempi di trasformazione erano senza dubbio meno repentini rispetto al presente, Manzini si riferisce a “comunità volontarie, leggere, aperte, in cui si bilancia l’individualità di ciascuno con il desiderio di stare e di fare qualcosa assieme. Comunità fluide, senza le quali c’è solo la solitudine dell’individualità connessa, o il tentativo reazionario di riproporre le comunità chiuse e identitarie del passato che, posto pure che in passato fossero così belle, di certo sono un passato che non potrà tornare”.

Comunità collaborative che sono portatrici di processi di innovazione sociale per un cambiamento a scala collettiva. Progettualità che, viscose, contaminano gruppi via via più numerosi di persone che, coinvolte, si oppongono alla cultura mainstream e gradualmente innescano modi “altri” di essere nel mondo. Comunità come spazi di opportunità – dice Manzini – in risposta alla crisi.

Sono pratiche che si fondano sul presupposto che la crisi è l’indicazione di una svolta necessaria di stili e bisogni, capaci di attivare, a partire dai saperi, dalle competenze acquisite e condivise, delle ipotesi di ‘patti di vita’ collettiva.

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