Almanacco > Dal web
4 Luglio 2017

Rob de matt: il bistrot che unisce qualità e inclusione, con un tocco di follia

Rob de Matt, a Dergano, è un bistrot che si dedica in egual misura all’inclusione sociale e alla qualità dell’alimentazione.
Domani alle 19.00 ospiterà Rosetta è buona come il pane, 6° appuntamento del ciclo di incontri Rosetta. Un progetto culturale nomade. Questa volta si parlerà di cibo e del suo ruolo politico e sociale.
Partecipano:Associazione RECUP – Milano; Wolf Bukowski – autore de «La danza delle mozzarelle. Slow food, Eataly, Coop e la loro narrazione», Edizioni Alegre; Stefano Liberti – autore de «I signori del cibo, Minimum Fax; Amalia Rossi – antropologa culturale;
Filippo Tantillo – coordinatore Scientifico del Team di supporto al Comitato Aree Interne; Edoardo Todeschini – ideatore, Presidente e Cuoco di Rob de Matt.
Modera Matteo Brambilla – già civic facilitator per il progetto Food Policy del Comune di Milano.

La cucina è un cantiere con fornelli e frigoriferi ancora imballati, ma dal 7 aprile ne usciranno piatti di verdure, carne o pesce, preparati secondo la tradizione italiana e piatti etnici. Alla fine di ogni pasto, insieme al conto, i clienti riceveranno le ricette dei piatti che hanno ordinato. Il conto alla rovescia è dunque iniziato per “Rob de matt”, caffé bistrot che alle cose buone e sane unirà “l’inclusione sociale e la cittadinanza attiva con un tocco di follia”. L’idea è venuta allo chef Edoardo Todeschini, dopo un’esperienza di lavoro a Londra. “Ho conosciuto realtà nella ristorazione di grande qualità che coinvolgevano nel lavoro persone in difficoltà -racconta-. E ho pensato che avrei potuto fare la stessa cosa anche in Italia”. Rob de matt apre nello storico quartiere di Dergano, in un’ala della sede dell’Amico Charly, associazione che si occupa in particolare degli adolescenti. “Crediamo molto nel valore della condivisione del tempo, del lavoro, della diversità” aggiunge Franz Purpura, educatore che insieme a Edoardo ha ideato Rob de matt. “Quel che ci preme è che chi farà parte di questa avventura possa trovare soddisfazione, sentirsi bene”. Rob de matt sarà quindi un bistrot di qualità, in cui giovani con disagio psichico, migranti in difficoltà o ex detenuti, potranno formarsi e lavorare.

Davanti alla sala con 40 coperti di Rob de matt, c’è un grande spazio verde che in parte verrà trasformato in un orto sinergico: darà le materie prime per la cucina, ma potrà diventare un luogo in cui giovani e anziani del quartiere collaboreranno insieme. “Siamo aperti alla città e vogliamo diventare un punto di riferimento per il quartiere -sottolinea Franz-. Per questo man mano avvieremo collaborazioni con le altre associazioni presenti nella zona”.

La newsletter di cheFare

Le attività e gli articoli di cheFare nella tua mail

Ti piace cheFare?

Seguici su Facebook!

Potrebbero interessarti anche questi articoli

Cosa abbiamo fatto in 2 anni di Rosetta, il nostro progetto culturale nomade

28 Dicembre 2018

Rosetta e il piacere: desiderio, ossessione e libertà. Una bibliografia

29 Novembre 2018

Sulla mia pelle: cinema e rivoluzione. Intervista ad Alessio Cremonini

19 Novembre 2018