Almanacco > Dal web
12 Febbraio 2019

Un quinto dei paesi stanno scomparendo dalla mappa dell’Italia

Riportiamo i primi paragrafi dell’articolo pubblicato su Punto.Ponte, per leggere tutto clicca su ‘Vai alla fonte’.


Un quinto dei comuni italiani è in cammino verso il nulla, un sesto della superficie nazionale viene colpita dall’abbandono e lasciata inselvatichire. Il quattro per cento della popolazione migrerà e due sono le destinazioni possibili: o il cimitero oppure i grandi centri urbani. Due anni fa, in un bel rapporto curato per Confcommercio da Legambiente su dati del Cresme, furono definite ghost town, città fantasma, le mille piazze sempre più desolate e afflitte, le case vuote, le mura sbrecciate, campanili cadenti. Comunità colpite al cuore che lentamente, e nella più assurda e colpevole distrazione collettiva, si avviano all’eutanasia.

Gli studiosi lo chiamano “disagio”, anzi l’Italia del disagio”. Poco alla volta chiudono i battenti i servizi elementari ed essenziali. Naturalmente prima gli ospedali, trasformati in lunghi e penosi comparti di geriatria, poi le scuole, con l’accorpamento delle distinte classi elementari e la sistemazione delle medie in luoghi distanti anche dieci chilometri dalle poche abitazioni in cui vivono ragazzi in età scolastica, poi l’ufficio postale.

Sulla questione dei servizi essenziali leggi anche Strategia Nazionale Aree Interne. Innovazione e messa in pratica, di Luca Martinelli

L’anno scorso le Poste hanno iniziato a “razionalizzare”: un grande programma di ammodernamento che toglierà ai cittadini italiani che ancora si attardano a voler campare nei paesi che li hanno visti crescere, le essenziali relazioni civili ed economiche. Nei municipi il segretario comunale è già a “scavalco”, nel senso che si presenta al lavoro a giorni alterni, coniugando le funzioni in due o più uffici. Così anche il tecnico, in genere l’unico geometra o ingegnere di cui è dotata la pianta organica. Le chiese da tempo sono lasciate senza parroci perché la fede è grande ma i preti si fanno sempre più piccoli nel numero.

Per continuare a leggere clicca su ‘Vai alla fonte’

La newsletter di cheFare

Le attività e gli articoli di cheFare nella tua mail

Ti piace cheFare?

Seguici su Facebook!

Questo articolo appartiene a:

Percorsi > Rigenerazione urbana

Potrebbero interessarti anche questi articoli

ritratto di brice coniglio, fondatore e ideatore di viadellafucina16

Che cos’è viadellafucina16

10 Luglio 2019

Abbiamo bisogno di un piano contro la desertificazione dei centri storici

erika-mattarella-bagni-pubblici-via-aglie-nuovimodi-chefare

Che cosa sono i Bagni Pubblici di Via Agliè

18 Giugno 2019