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6 Dicembre 2016

Come sta il cinema italiano? Lo abbiamo chiesto a Marina Resta

La nuova legge sul cinema è stata approvata lo scorso 3 novembre e stando a quanto afferma il Ministro Franceschini sarà in vigore da gennaio. Nel frattempo conosceremo anche il contenuto dei decreti attuativi, alla cui scrittura alcune associazioni di categoria stanno collaborando. Abbiamo deciso di pubblicare i primi contributi ricevuti da professionisti per l’e-book che stiamo preparando sul cinema italiano dopo la riforma.

Abbiamo iniziato con Christian Carmosino e Simone Catania, ora è la volta di Marina Resta. La nuova legge stabilisce anche una delega al Governo per la riforma in materia di rapporti di lavoro nel settore – ossia l’applicazione del Jobs Act – ed è proprio al cinema del lavoro che la regista dedica una parte della propria ricerca.

Il mio percorso nel mondo del cinema è cominciato nel 2003. A 19 anni sono partita dalla Puglia (Altamura, per la precisione) per andare a studiare a Bologna: mi sono iscritta al Dams Cinema spinta da una curiosità, che ben presto si è trasformata in una vera passione. A differenza di molti miei colleghi universitari, non avevo intrapreso questo iter di studi con l’obiettivo di fare dei film, questo tipo di urgenza l’ho maturata negli anni. Ho preferito proseguire con la formazione universitaria, dopo la laurea triennale mi sono iscritta alla Magistrale in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale, sempre dell’Università di Bologna.

Durante il primo anno della laurea magistrale ho frequentatato il corso di Filmwissenschaft della Freie Universität Berlin come studente Erasmus. A Berlino ho anche svolto la ricerca per la mia tesi di laurea sulla “Berliner Schule”, gruppo informale di registi tedeschi formatisi alla DFFB (Deutsche Filmund Fernsehakademie Berlin), una delle più importanti scuole di cinema della Germania.

Durante l’università e subito dopo ho organizzato rassegne cinematografiche, tra cui una proprio sulla Berliner Schule per il Goethe Zentrum di Bologna e ho collezionato esperienze di volontaria e stagista in alcuni festival tra cui Robot e Gender Bender di Bologna e Le Giornate degli Autori della Mostra d’arte cinematografica di Venezia.

Nel 2011 ho iniziato a frequentare il Corso di documentario serale delle Scuole Civiche di Milano e nel 2012 ho realizzato, a ventotto anni, il mio primo film, Milano fa 90, film documentario di 24 minuti sulla linea circolare 90/91 di Milano, prodotto dalla scuola con un budget bassissimo e presentato in alcuni festival milanesi come Sguardi Altrove e Docucity.

Credo che l’utilità delle scuole di cinema risieda oltre che nel fornire competenze tecniche, anche nel rendere possibile la produzione di film personali e creare legami per collaborazioni future. Ciò che manca è un’adeguata promozione dei prodotti audiovisivi.

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