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24 Febbraio 2016

Due startup italiane selezionate da Cognicity

Con la fine di Gennaio non sono finite le buone notizie per l’ecosistema imprenditoriale italiano. Proprio con la fine del mese che ha segnato una serie di vittorie impreviste per il nostro paese, è arrivata anche la notizia dell’inclusione di due startup italiane, Qurami e di Snapback nel più recente cohort di Congicity, il più famoso programma verticale sulle SmartCity d’Europa.

COS’E’ COGNICITY
Cognicity è il punto di riferimento per chi fa innovazione nel settore Smart City in Europa. Finanziato dal consorzio “Canary Wharf” costruttore dell’omonima la penisola di Londra centro finanziario della city, Cognicity ha preso diverse forme nel corso degli anni. Mentre lo scorso anno si presentava sotto forma di “challenge” con un premio finale di £50k messo a disposizione da Intel e la possibilità di testare i propri servizi all’interno del network di Canary Wharf, quest’anno si presenta come un hub che metterà sotto lo stesso tetto alcuni dei miglior esperti nel settore insieme alle startup selezionate.

La prima volta che incontro Ester Vigilante, COO di Snapback è stato qualche mese negli uffici di un acceleratore qui a Londra. Mi avevano detto che Ester stava lavorando a qualcosa di sensazionale, qualcosa che serviva per comandare le macchine senza toccarle. “Si chiamano interfacce” mi corregge prontamente Ester “la nostra vision è quella di progettare interfacce trasparenti, che permettano una rivoluzione copernicana così da invertire il rapporto tra l’uomo e le macchine a vantaggio dell’essere umano. Vogliamo cioè mettere la tecnologia al servizio dell’essere umano e non l’essere umano al servizio della tecnologia”. Sul subito non riuscì ad avere una reazione migliore di un sano stupore, anche perché detto cosi mi sembrava un altro dei mille progetti irrealizzabili dei quali sento spesso parlare.

Ma quando rivedo Ester passare per il Google Campus, capisco che le cose stanno prendendo una piega diversa e mi annuncia “Siamo stati selezionati da Cognicity!”.

Snapback nasce da 3 co-founder, Giuseppe Morlino CEO, Claudio Capobianco ed Ester Vigilante. Ester ha un background come una linguista con una passione per le interfacce e per la sicurezza. “Le interfacce sono dei linguaggi e come linguista io mi occupavo di linguaggi, poi la sicurezza, personale e pubblica, è sempre stata una mia grande passione!” E per quanto possa sembrare incredibile che una ragazza arrivi dalla linguistica alla programmazione e che poi si interessi di sicurezza, parlando con Ester tutto questo sembra piuttosto normale.

Ma che c’entra la sicurezza con la creazione di interfacce mi chiedo io. E lei mi risponde “immaginati uno smartwatch che abbia un’interfaccia intelligente in grado di capire quando cadi e non riesci più a rialzarti. Lo smartwatch può chiamare direttamente i soccorsi o i tuoi cari. Ecco questo tipo di interfaccia si chiama fall detection”

Interfacce per sistemi wearables ma non solo. Snapback sta anche lavorando a un software in grado di riconoscere e reagire al soffio delle persone. Soffiando verso il nostro smartphone il sistema capirà che stiamo cercando di trasmettergli un messaggio e reagirà di conseguenza. “Per ora questo è un giochino con poche applicazioni pratiche, ma rende l’idea di come la nostra tecnologia possa interpretare e reagire ad ogni rumore, il che è molto più difficile che farla reagire alla voce e al dialogo.”

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