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19 Maggio 2020

Vivere nelle aree marginali? ‘È sempre una scelta di vita’

Questo articolo è apparso originariamente sul sito Domus. Clicca il pulsante in basso per leggere l’articolo completo.

Con la crisi del virus corona è tornata in auge la discussione sulle aree interne italiane, che comprendono le Alpi e la fascia appenninica (isole comprese), prevedendo che in molti sceglieranno di trasferirsi in futuro per meglio affrontare le possibili nuove emergenze sanitarie e la crisi economica in arrivo. Fra gli architetti che animano la discussione però in pochi abitano stabilmente in queste aree tutto l’anno come invece Maria Giuseppina Grasso Cannizzo.

Da oltre trent’anni è tornata a vivere a Vittoria, in provincia di Ragusa. Si tratta di una zona molto bella della Sicilia, ricca di architetture barocche e liberty, stretta fra i Monti Iblei e il mare con una grande e fertile piana dove abbondano le coltivazioni in serra che l’hanno resa la zona più ricca dell’isola tanto da essere chiamata per questo la Padania siciliana. E nonostante le molte glorie letterarie del luogo – Leonardo Sciascia ha scritto un libro su Ragusa, il suo amico Gesualdo Bufalino è nato e vissuto a Comiso e il suo primo romanzo torna ora d’attualità – resta un posto sperduto e difficile da raggiungere. Grasso Cannizzo vive sola con una gatta un po’ malandata e risponde dal suo divano rosa.

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