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20 settembre 2016

Fare innovazione

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Prosegue la collaborazione tra Edizioni di Comunità e cheFare che ha l’obiettivo di divulgare il pensiero di Adriano Olivetti anche nel mondo dell’innovazione culturale italiana che molto deve alla pratica e alle teorie da lui elaborate

Il testo che segue è il discorso di presentazione del calcolatore Elea 9003, pronunciato da Adriano Olivetti a Milano nel 1959. I grandi avanzamenti ottenuti dalla Olivetti nel campo dell’elettronica, cominciati con l’Elea e culminati sei anni più tardi con la commercializzazione della Programma 101, furono il risultato di un metodo di ricerca e sperimentazione che vedeva al suo centro la collaborazione e il dialogo tra università e industria, ovvero teoria e prassi dell’innovazione, in un’ottica che pone il progresso tecnico al servizio di quello civile e sociale.

Al testo sono state apportate alcune lievi modifiche al fine di sottolineare gli aspetti più significativi di un’idea di innovazione che anche a distanza di decenni ha mantenuto intatte concretezza e applicabilità.


Con la realizzazione dell’Elea, il primo calcolatore prodotto dall’industria italiana, la nostra Società si pone all’avanguardia dell’innovazione nazionale e mondiale. Ma non si tratta qui di estendere semplicemente la tradizionale produzione a un nuovo settore di vastissime possibilità, bensì di toccare una meta in cui direttamente si invera quello che penso sia l’inalienabile, più alto fine che un’industria deve porsi di operare, cioè, non soltanto per l’affermazione del proprio nome e del proprio lavoro, ma per il progresso comune – economico, sociale, etico – della intera collettività.

L’Elea corona lo sforzo di quanti nei nostri uffici, studi e nelle nostre officine hanno contribuito, in un clima di intelligente e concorde operosità, alla sua realizzazione: una macchina seppure tanto diversa dalle altre che la nostra industria ha prodotto nella sua semisecolare esistenza, è come quelle create dall’uomo per servire l’uomo, per liberarlo, col frutto della sua stessa fatica, dall’antica fatica di alcune più dure e inerti prove, per dargli altro campo d’affermare la sua vocazione di costruttore: per suscitare infine – con strumenti e obiettivi nuovi – nuove, più degne e suggestive possibilità di lavoro.

È quasi naturale conseguenza di tale convincimento la decisione di porre questo primo centro di calcolo elettronico a completa disposizione degli istituti universitari che vorranno servirsene a fini di ricerca e sperimentazione. Ed è con particolare piacere che possiamo annunciare che già il Politecnico di Milano ha aderito all’invito.

La realizzazione dell’Elea s’inquadra in un significato più aperto cui ci sentiamo profondamente legati e per l’oggi e per il futuro, ove si guardi per un istante indietro alle vicende che hanno portato la civiltà tecnica contemporanea alle attuali concrete attuazioni nel campo dell’elettronica.

Mi sia consentito perciò ricordare brevemente alcune tappe di tale, ancor recente cammino. Durava ancora la guerra quando avvenne in America quell’incontro fra due liberi scienziati, il prof. Turing, inglese, e il prof. John von Neumann, americano, incontro che segna in effetti l’inizio degli studi logico-matematici dei calcolatori elettronici.

Le prime esperienze furono intraprese presso le università di Princeton, di Pennsylvania e di Illinois, e al di qua dell’Atlantico a Manchester e Cambridge. Esse ebbero soprattutto carattere teorico-scientifico. Infatti gli apparati elettronici allora concepiti dovevano servire per la soluzione numerica di problemi matematici e per lo studio della logica simbolica.

Parallelamente l’industria americana, sempre in stretto rapporto con la ricerca accademica, procedeva alle prime attuazioni pratiche, anche esse a carattere sperimentale prototipico. Si passava così dalle tecniche di programmazione delle macchine a schede, combinate con circuiti di tipo impulsivo già usati nelle apparecchiature radar, ai sistemi dotati di memoria magnetica e di unità periferiche automatiche che caratterizzano l’attuale produzione mondiale.

innovazione

Archivio Storico Olivetti – Calcolatore elettronico Olivetti Elea 9003 design di Ettore Sotssass jr 1959

Queste prime realizzazioni furono di immenso ausilio per la verifica e la soluzione di complessi problemi teorici, ma già esse portarono a pratici perfezionamenti nelle più diverse discipline: dalla statistica all’astronomia, dalla balistica alla meccanica.

Ma gli scienziati, coloro che promossero e realizzarono concretamente le prime macchine a logica elettronica, raddoppiarono il loro merito nei confronti dell’umanità facendo in modo che i risultati della loro attività fossero resi immediatamente accessibili per il comune sviluppo economico e sociale. I ritrovati tecnici e le ricerche teoriche furono subito ampiamente illustrati e messi a disposizione di altri sperimentatori, di operatori e di produttori, escludendo protezioni, privative, brevetti. Il progresso umano trasse da questa generosa disposizione un impulso potente, di cui vediamo ogni giorno nuovi e prodigiosi frutti. Questa circostanza rievoca alla nostra mente una felice definizione della scienza e della cultura come ricerca disinteressata della verità.

L’elettronica non solo ha reso possibile l’impiego dell’energia atomica e l’inizio dell’era spaziale, ma, attraverso la moltiplicazione di sempre più complessi ed esatti apparati di automazione, sta avviando l’uomo verso una nuova condizione di libertà e di conquiste. Sottratto alla più faticosa routine, dotato di strumenti di previsione, di elaborazione e di ordinamento, prima inimmaginabili, il responsabile di qualsiasi attività tecnica, produttiva, scientifica può ora proporsi nuove, amplissime prospettive.

La conoscenza sicura, istantanea e praticamente illimitata dei dati, l’immediata elaborazione degli stessi, la verifica delle più varie e complesse ipotesi, consentono oggi di raggiungere obbiettivi teorici e pratici che fino a ieri sarebbe stato assurdo proporsi, e di dirigere e reggere con visione netta e lontana le attività più diverse.

In questo senso la creazione del calcolatore Elea, e la sua produzione realizzata industrialmente dalla nostra Società nella sezione di Borgolombardo, alla periferia di questa metropoli, ci sembra possano recare un contributo reale non soltanto allo sviluppo del paese, ma al suo immancabile progresso sociale e umano.

Dobbiamo ora proseguire su questo cammino, non agevole – certo – ma che si illumina in una prospettiva grandiosa, impegnandoci su un più vasto fronte morale e materiale, in una più vasta integralità di motivazione e di intenti.

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