Jazzi ha incontrato Filippo Tantillo, coordinatore scientifico del team di supporto al Comitato Nazionale per le Aree Interne. Ne è uscita una chiacchierata che parla di Italia, cittadinanza, diritti, potenzialità e cambiamenti.

Le fragilità positive: dialogo con Filippo Tantillo

AJ: Da quale urgenza nasce il lancio di una Strategia nazionale per le aree interne lanciata nel 2013 dal Ministero per la Coesione Territoriale con l’ambizioso obiettivo di invertire la secolare e crescente tendenza allo spopolamento di alcune parti del territorio italiano?

FT: Ad un certo punto, dopo tanti anni di riflessione sullo sviluppo locale, si è iniziato a ragionare di sviluppo sul piano nazionale, immaginando e capendo che le definizioni utilizzate fino a quel momento (come nord/sud o rurale/urbano) non funzionavano più. Si comincia perciò a ragionare sul fatto che vaste aree stanno perdendo abitanti nonostante ci siano le risorse. Quel paradigma, perciò, salta, e si inizia a ragionare su urgenze e sviluppo.

AJ: Quando questo tema assume una nuova centralità? Quando si inizia a parlarne in termini meno astratti e come questa strategia si è tramutata in pratica operativa?

FT: Ci sono diversi punti su cui riflettere. Il primo è che sono aree che potremmo definire di riserva, che mantengono delle ricchezze ma anche delle fragilità, come nel caso dell’agricoltura che negli anni della crisi continua a mantenere il suo livello di produzione. Si tratta di aree in cui sono allocate le energie, le energie si muovano e vengono estratte proprio in quelle aree.

Un secondo punto è che al contempo, il cambiamento climatico incide e non sempre rende abitabili quelle aree. Possiamo citare solo come esempio in area alpina la crisi degli impianti sciistici, ma allo stesso tempo scioglimento delle nevi che influisce sul resto della vallata. Si registrano, quindi, fenomeni di fragilità a fondo valle: la tenuta idrogeologica del territorio, gli allagamenti, la manutenzione dei manti stradali sono solo alcuni dei problemi. Ad esempio, nell’Agordino provincia di Belluno, dove c’è Luxottica, ci sono giorni in cui le strade non sono percorribili; oppure al Sud, ci sono aree in cui il rischio di desertificazione (Sicilia) incide sul livello di abitabilità delle aree.

Un punto ulteriore è rispetto alle politiche. vengono meno i fondi investiti sulle aree a seguito della crisi, aree che tuttavia, grazie ai trasferimenti pubblici assistenzialistici sono riusciti a mantenere come declino la curva discendente meno abitanti e abitanti e più cibo.

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