Almanacco > Inediti
27 Febbraio 2019

Che cos’è Glocal Camp, il summit che diffonde conoscenza globale per un impatto locale

Scarica l'inedito in PDF!

Per scaricare l’articolo in pdf bisogna essere iscritti alla newsletter di cheFare, completando il campo qui sotto l’iscrizione è automatica.

Inserisci i dati richiesti anche se sei già iscritto e usa un indirizzo email corretto e funzionante: ti manderemo una mail con il link per scaricare il PDF.

Se inserisci il tuo indirizzo mail riceverai la nostra newsletter. Questa è la nostra informativa privacy

[recaptcha size:compact]

Un summit itinerante, un evento di co-progettazione di un network aperto e distribuito, un festival di 10 giorni in cui si alterneranno workshop, tavole rotonde e momenti di ricerca aperti al pubblico. Questo è il Glocal Camp che si terrà a Modena, presso OvestLab, dal 1 al 10 marzo.

Dopo le edizioni di Parigi, Valencia, L’Hospitalet de Llobregat (Barcellona) e delle Isole Canarie, il camp organizzato dalla rete di CivicWise approda per la prima volta in Italia.

L’evento nasce nel 2016 con l’obiettivo di fornire un luogo fisico di dibattito e scambio per i membri della neonata community di CivicWise, provenienti da diverse nazioni europee e latinoamericane, che fino ad allora potevano confrontarsi unicamente attraverso strumenti digitali.

Il festival si evolve durante tutte le sue edizioni, da semplice summit interno, utile per lavorare sui progetti del network e sulla sua governance, diventa prima strumento di consulenza per le pubbliche amministrazioni spagnole che lo ospitano e successivamente luogo aperto per il confronto con le comunità locali e nazionali che si occupano di temi quali: rigenerazione urbana, intelligenza collettiva, inclusione sociale, economia civica, dinamiche collaborative, beni comuni e civic tech.

Come nasce l’edizione italiana

Questa edizione del Glocal Camp nasce dalla volontà e dalle energie della community italiana del network di CivicWise, gruppo di persone che ha iniziato ad avere una sua forma solo nel 2017 grazie al corso di Civic Design organizzato dalla Civic Innovation School, progetto interno della rete.

Durante l’ultimo anno la community italiana è cresciuta soprattutto grazie al modello aperto di CivicWise, che consente a chiunque di condividere i propri interessi utilizzando gli strumenti digitali comuni, di contribuire ai progetti interni e di svilupparne di nuovi, partendo dai propri interessi e dalle peculiarità locali del proprio contesto.

Tutte queste persone così riunite hanno deciso di dedicarsi alla costruzione del Glocal Camp di Modena: a partire da un primo incontro catalizzatore – tenutosi a OvestLab nel novembre 2018 – si è iniziato un processo di design collaborativo che ha poi avuto seguito in maniera distribuita, grazie a strumenti digitali quali Slack, Drive, Hangout, Youtube e Realtime Board.

Il team è composto da persone che hanno contribuito in remoto da Modena, Roma, Milano, Torino, Parigi, Valencia, Trieste, Nuoro e Pavia.

In cosa consiste l’evento

L’evento è caratterizzato dalla convivenza di attività di diversa natura rivolte:
• al network di CivicWise, per farlo evolvere, per lavorare sulla sua struttura, i suoi processi e i suoi strumenti;
• alle realtà e alle persone che fanno parte del territorio locale, per stimolare nuove connessioni e implementare i progetti già presenti in loco;
• alle realtà e le persone che fanno parte del territorio nazionale, che sono interessate ai temi proposti, per facilitarne lo scambio di esperienza e la mutua conoscenza.

I giorni che andranno dal 1 al 5 marzo saranno dedicati alla rete di CivicWise, alla neonata associazione italiana CivicWise Italia e allo scambio internazionale di conoscenze e competenze.

Il 6 marzo è previsto un workshop di cucina collaborativa insieme alle associazioni locali mirata alla preparazione della cena SOUP, evento di microfinanziamento per i progetti del territorio. Il 7 marzo le ragazze ed i ragazzi di CivicWise – principalmente Architetti, Designer e Urbanisti – organizzeranno dei workshop per il territorio. L’8 marzo ci sarà il workshop Patterns for Decentralised Organising tenuto da The Hum, che esplorerà le dinamiche di collaborazione all’interno di organizzazioni bossless e boundaryless. Il 9 marzo sarà una giornata interamente dedicata ad affrontare il tema Reti e Spazi, un approfondimento rispetto alle dinamiche del fare rete fra spazi che condividono gli stessi valori e obiettivi; interverranno reti di diverse natura, provenienti dal territorio nazionale ed europeo. Infine il 10 marzo sarà dedicato alla restituzione e al dibattito pubblico su quanto imparato durante i nove giorni precedenti.

Un evento che parla di reti e collaborazione

Il Glocal Camp di Modena intercetta la volontà di scambio di una moltitudine di progetti di diversa scala e provenienza che quotidianamente generano valore nei propri contesti di appartenenza.

Si tratterà di un evento basato sullo scambio a più livelli: la condivisione peer to peer sarà preferita all’apprendimento frontale, verrà stimolato il confronto interdisciplinare tra professionisti provenienti da ambiti diversi per riflettere su tematiche complesse in maniera non settoriale, verranno creati momenti di incontro fra la comunità stanziale ospitante e quella temporanea con l’obiettivo di incentivare il mutuo accrescimento.

Alla progettazione serrata dei tempi e dei contenuti si preferiranno dinamiche aperte di confronto, così da favorire la serendipità e lasciar emergere nuove riflessioni, relazioni, spunti di ricerca e azione.

Il Glocal Camp sarà un’opera puntinista, una creazione più ricca della somma delle sue parti, in cui le esperienze di ogni singola identità entreranno in risonanza con le altre.

Una risonanza che possa diffondersi oltre questo evento, come impulso ed accelerazione per il contesto italiano, per attivare nuovi processi virtuosi e stimolare collaborazioni future.

La newsletter di cheFare

Le attività e gli articoli di cheFare nella tua mail

Ti piace cheFare?

Seguici su Facebook!

Questo articolo appartiene a:

Percorsi > Cultura Digitale

Potrebbero interessarti anche questi articoli

Oltre il mito: casi di non-neutralità algoritmica

algoritmo, discorso

Sul mito della neutralità algoritmica: l’algoritmo come discorso

moderatori

Dobbiamo salvare i moderatori dai contenuti online: una proposta di ‘moderazione territoriale’

4 Luglio 2019