laGuida

un Festival Itinerante attraverso l’Italia della cultura e della collaborazione promosso da cheFare

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Relazione e conflitto: il ruolo del lavoratore culturale per allargare la Partecipazione

22 giugno 2020 dalle ore 16 alle ore 17.30

con Giacomo Giossi, responsabile editoriale di cheFare e Matteo Brambilla, consulente progettuale di cheFare

GIACOMO GIOSSI: il ruolo del lavoratore sociale e culturale, ovvero perché Jean-Luc Godard avrebbe dovuto leggere Mrs Dalloway di Virginia Woolf.

Impossibilitato ad una definizione netta e precisa il lavorare culturale e sociale deve abbandonare l’idea di ruolo come definizione di sé e adattarsi ad agire nel continuo scambio con il proprio pubblico.

MATTEO BRAMBILLA: a partire dagli anni '60, e più compiutamente dagli anni '80, le organizzazioni di varia natura (pubblica, privata e non profit) hanno iniziato a mettere a fuoco le opportunità e i rischi generati dalle relazioni che intercorrono tra loro e i loro portatori di interesse (o stakeholder).

Se in passato la maggior parte delle organizzazioni mirava a soddisfare le istanze presentate da chi le possedeva (azionisti, soci, pubblica amministrazione) negli ultimi anni si sono sviluppate teorie e pratiche volte a generare valore dall'interazione tra l'organizzazione e i soggetti che esprimono istanze nei suoi confronti, tra cui ad esempio clienti, fornitori e dipendenti.

Nel corso dell'intervento si indagheranno: il significato del termine "portatori di interesse", le diverse modalità attraverso cui entrare in relazione con loro e coinvolgerli, i potenziali rischi e i benefici derivanti da questo coinvolgimento.

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cheFare è un'agenzia per la trasformazione culturale.

Siamo nati nel 2012, quando abbiamo inaugurato il primo bando per l’innovazione sociale a base culturale in Italia con il Premio cheFare, che in 3 stagioni ha erogato 350.000€ complessivi a 5 progetti vincitori.

Lavoriamo ogni giorno per la cultura in trasformazione. Pubblichiamo articoli sul nostro magazine L’Almanacco, organizziamo incontri, sviluppiamo progetti culturali e costruiamo percorsi di empowerment.

I nostri progetti fanno dialogare in modo inclusivo i nuovi soggetti della cultura collaborativa con i policy maker e le istituzioni culturali tradizionali.

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