laGuida

un Festival Itinerante attraverso l’Italia della cultura e della collaborazione promosso da cheFare

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Tra ‘fare rete’ ed empowerment: atlante pratico della Partecipazione

29 giugno 2020 dalle ore 16.30 alle ore 17.15

con Marilù Manta, project manager di cheFare e Federica Vittori, responsabile progetti ed empowerment di cheFare

FEDERICA VITTORI: i nuovi centri culturali fanno parte di un ecosistema sociale composito e non inscrivibile in un’unica categoria, sia questa il Terzo Settore, il comparto culturale, il mondo dello spettacolo, le librerie, le biblioteche, etc. Riconoscere e legittimare l’eco-sistema sociale di riferimento è fondamentale per affermare il ruolo sociale e territoriale di questi presìdi culturali la cui esistenza è fragile e ancora sottoposta a logiche di volontariato e sacrificio.

Qual è quindi il ruolo dei nuovi centri culturali e il valore di questi luoghi? Si tratta di presìdi socio-culturali che utilizzano logiche di interazione proprie e fattori aggreganti. Se la partecipazione costituisce il valore fondante della funzione socio-culturale, questi luoghi sono in grado di integrare lo spazio del desiderio con quello bisogno civico, la libertà con le rappresentazioni collettive di istanze composite, il potere con la logica di attribuzione di possibilità e responsabilità.

I nuovi centri culturali diventano così luoghi di costruzione di identità individuale, collettiva, di territorio, di comunità. Infatti se osservati sotto il profilo delle relazioni e interazioni sono occasioni preziose e privilegiate per la produzione di competenze relazionali, sociali, politiche, civiche, tecniche. Si sperimenta la convivenza, la progettazione, l’ascolto, il dialogo, il conflitto, la possibilità di imprimere un cambiamento al territorio, alla comunità. Si contrasta quel senso di impotenza individuale e collettivo alla base delle derive autoritarie contemporanee.

MARILÙ MANTA: la Partecipazione rappresenta da sempre il motore della cultura in grado di connettere e far emergere nuove istanze e favorire la proliferazione di nuovi linguaggi e spazi culturali ibridi. All'interno di questa relazione un ruolo fondamentale è costituito dalle reti che dal basso permettono di sedimentare azioni e pratiche rendendole comuni.

Le stessi reti sono state il canale di rinascita e, per alcuni nuovi centri culturali di crescita, durante il lockdown permettendo la sperimentazione di pratiche al fine di supportare al meglio le comunità allargate.

Archivi online, orti condivisi, catene di montaggio sociale per consegnare beni di primaria necessità e appelli corali sono solo alcuni degli esempi che hanno contraddistinto questo periodo di chiusura con una grande apertura dal basso allargando le maglie delle proprie comunità e stringendo i nodi delle reti.

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È una mappatura nazionale dei nuovi centri culturali promossa da cheFare.

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Cos'è cheFare?

cheFare è un'agenzia per la trasformazione culturale.

Siamo nati nel 2012, quando abbiamo inaugurato il primo bando per l’innovazione sociale a base culturale in Italia con il Premio cheFare, che in 3 stagioni ha erogato 350.000€ complessivi a 5 progetti vincitori.

Lavoriamo ogni giorno per la cultura in trasformazione. Pubblichiamo articoli sul nostro magazine L’Almanacco, organizziamo incontri, sviluppiamo progetti culturali e costruiamo percorsi di empowerment.

I nostri progetti fanno dialogare in modo inclusivo i nuovi soggetti della cultura collaborativa con i policy maker e le istituzioni culturali tradizionali.

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