laGuida

un Festival Itinerante attraverso l’Italia della cultura e della collaborazione promosso da cheFare

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Pratiche di cultura collaborativa per costruire un nuovo significato di Partecipazione

22 giugno 2020 dalle ore 16 alle ore 17.30

con Bertram Niessen, direttore scientifico di cheFare

Per molti la Partecipazione è il Sacro Graal dell’attivismo sociale, una risposta al restringimento degli spazi di cittadinanza in grado di produrre quasi automaticamente coesione sociale.

Chi se ne occupa tutti i giorni, invece, sa che si tratta di un percorso complesso che si dipana nel tempo tra conflitti, momenti di effervescenza, delusioni ed innamoramenti. Per provare a districarne i molti significati possibili rifletteremo assieme sul contributo di alcuni dei principali teorici contemporanei della collaborazione.

Secondo il massmediologo Nico Carpienter confondiamo troppo spesso Accesso, Interazione e Partecipazione, al punto da non sapere neanche di preciso cosa stiamo inseguendo. Da una prospettiva diversa, l'artista Hito Steyerl si è interrogata sull’esistenza o meno di "quella cosa che chiamiamo Internet”, invitandoci a guardare negli spazi interstiziali tra i nodi delle reti, esplorando la loro casualità ed imprevedibilità.

Ma non è, chiaramente, solo una questione di tecnologia. Il filosofo Jacques Rancière è partito dalla messa in discussione del mito della Caverna di Platone e dal modo in cui ha costruito - e limitato - le nostre idee di spettatorialità e partecipazione. E su un piano contiguo, la storica dell’arte Claire Bishop è arrivata a parlare di "inferni artificiali”, evidenziando come alcune forme di arte partecipativa rischino di produrre spazi artificiali sterili e sterilizzati.

Solo critica? Ovviamente no. Il sociologo Richard Sennet ci ricorda che la collaborazione è il frutto di politiche, rituali e piaceri. E che per giocare a questo gioco abbiamo bisogno di educarci con raffinatezza.

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Lavoriamo ogni giorno per la cultura in trasformazione. Pubblichiamo articoli sul nostro magazine L’Almanacco, organizziamo incontri, sviluppiamo progetti culturali e costruiamo percorsi di empowerment.

I nostri progetti fanno dialogare in modo inclusivo i nuovi soggetti della cultura collaborativa con i policy maker e le istituzioni culturali tradizionali.

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