Vi presentiamo laGuida, il Festival dei nuovi centri culturali di cheFare

Scarica come pdf

Scarica l'articolo in PDF.

Per scaricare l’articolo in PDF bisogna essere iscritti alla newsletter di cheFare, completando il campo qui sotto l’iscrizione è automatica.

Inserisci i dati richiesti anche se sei già iscritto e usa un indirizzo email corretto e funzionante: ti manderemo una mail con il link per scaricare il PDF.


Se inserisci il tuo indirizzo mail riceverai la nostra newsletter.

image_pdfimage_print

Partecipa a laGuida, il Festival Itinerante dei nuovi centri culturali di cheFare. Scopri il programma.


Questo articolo fa parte dei contenuti de laGuida, il festival itinerante dei nuovi centri culturali. Ogni tappa de laGuida riunisce i nuovi centri culturali di una determinata zona d’Italia in rassegne online e dal vivo di conferenze, seminari e laboratori per sviluppare nuove competenze, costruire assieme un orizzonte di senso comune e costruire un dialogo con chi costruisce l politiche culturali e sociali. Il tema della prima tappa de laGuida – dedicata ai nuovi centri culturali di Liguria, Piemonte e Valle D’Aosta – è Partecipazione. E lo indaghiamo anche con le righe che seguono.


Un capannone abbandonato trasformato in teatro di comunità. Una biblioteca autogestita al piano terra di un complesso di case popolari. Una residenza per artisti in un borgo semi-abbandonato nel cuore degli Appennini.

C’è chi ci passa davanti e si dice: “Ma si. Sono ragazzi. Diamogli una pacca sulla spalla. Basta che non sporhino e non facciano rumore. Prima o poi si troveranno un lavoro. La vita vera sta altrove”.

Noi di cheFare invece sappiamo che si tratta di qualcosa di completamente diverso: ogni volta che vediamo un nuovo centro culturale sentiamo di trovarci di fronte a un nodo cruciale dell’infrastruttura culturale del paese. Sono migliaia, in tutta Italia. E sono frequentati da centinaia di migliaia di persone.

In questi anni abbiamo lavorato con i nuovi centri culturali con tutti gli strumenti che ci siamo  saputi inventare, aiutandoli a finanziarsi, costruendo assieme incontri culturali e tavoli di discussione con i decisori, promuovendo borse di studio che li studiassero e residenze per scrittori che li abitassero e li raccontassero.

Sempre e comunque, li abbiamo presi molto sul serio.

Perché è da questi spazi pulsanti che si dipanano le reti di relazioni di chi la cultura la fa giorno per giorno. È qui che si sperimentano i linguaggi del contemporaneo. E’ qui che si immaginano e si mettono in pratica le nuove forme della solidarietà.

Ogni volta che vediamo un nuovo centro culturale sentiamo di trovarci di fronte a un nodo cruciale dell’infrastruttura culturale del paese.

È per questo che più di un anno fa abbiamo iniziato a lavorare laGuida, il festival itinerante dei nuovi centri culturali. 10 tappe in giro per l’Italia, 10 temi su cui riflettere, 10 momenti. Fare camp, fare piazza e fare festa: costruire competenze, conoscersi e farsi conoscere, incontrare i decisori, i networker, i ricercatori e poi anche – necessariamente –  divertirsi.

Il primo tema su cui ragionare?

Abbastanza facile. PARTECIPAZIONE.

Forse l’elemento più rilevante della vita sociale e culturale di questi anni, tanto invocato quanto travisato. La partecipazione è uno degli assi portanti del modo di intendere l’attivismo dei nuovi centri culturali e quindi ha senso partire proprio da lì.

Da dove iniziare?

Anche questo abbastanza facile. Fondazione Compagnia di San Paolo è uno degli interlocutori istituzionali con i quali abbiamo lavorato in modo più interessante in questi anni e le regioni in cui opera – Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta – sono costellate di nuovi centri culturali, dalle realtà più strutturate di Torino e Genova alle sperimentazioni più ardite delle zone alpine, passando per ogni forma ibrida immaginabile. E quindi ha senso partire proprio da lì, con il loro supporto.

Gli spazi di ExFadda, a San Vito dei Normanni.

Con chi farlo? Di certo non da soli.

Con tutti i nuovi centri culturali, ovviamente, e con chi si occupa di cultura collaborativa. Ma anche con le le reti che da anni lavorano per dare loro voce, forza, rappresentanza: Ateatro, Arci, Fondazione Piemonte dal Vivo, Labsus, Legambiente, NESXT, l’Orgia, Riusiamo l’Italia. Con chi li studia e tesse relazioni tra l’alto e il basso: il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale della Bicocca di Milano, il Master U-Rise dello IUAV di Venezia, il Polo del ‘900 di Torino. Con chi li finanzia: Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione Unipolis, che ci supporta per tutto il percorso. E con chi è in grado di costruire storie dei luoghi, come Iperborea.

È per essere certi di avere tutti i pezzi del puzzle che a Febbraio abbiamo lanciato laCall to Action, una mappatura nazionale che ancora aperta è alla quale hanno risposto finora 410 nuovi centri culturali, 145 organizzazioni che operano al loro interno, moltissimi frequentatori. A partire da quella abbiamo capito che – evviva – i nuovi centri culturali sono molto più complessi di quello che già sapevamo, hanno ancora più volti e ancora più storie.

E poi.

E poi è arrivato il Covid che a tutti ha rubato la primavera, a molti ha rubato il lavoro, a troppi ha rubato la vita. Abbiamo passato mesi scorsi a interrogarci, adattare, riprogrammare, chiedendoci quale senso potesse avere un festival dei nuovi centri culturali quando sono chiusi.

La risposta, come sempre, è arrivata dal basso. Chiusi al pubblico di tutti i giorni, in molti si sono trasformati in straordinari centri logistici che hanno coordinato o supportato la solidarietà nei confronti di chi non poteva uscire. Altri hanno messo in moto fantastiche sperimentazioni, meditazioni sul senso dei tempi strani che stiamo attraversando.

laGuida è il Festival Itinerante attraverso l’Italia della cultura e della collaborazione promosso da cheFare.

È perquesto che abbiamo deciso di fare lo stesso la prima tappa de laGuida, adattandola ai tempi incerti che stiamo vivendo. Siamo drammaticamente consapevoli che uno dei principali problemi che affligge i lavoratori del settore culturale – oltre alle preoccupazioni per la salute, per il reddito e per il futuro – è la quantità spropositata di ore che passiamo davanti al computer in streaming, senza la possibilità di incontrarci e di passare del tempo insieme che non sia immediatamente orientato ad un risultato, a un output, ad una soluzione.

I tre momenti della prima tappa de laGuida saranno per questo “smontati” in tre fasi diverse dell’anno.

Tra il 22 giugno e l’1 luglio faremo in streaming la prima parte, il Camp. Una serie di tavoli di confronto, momenti di formazione, lecture frontali, approfondimenti pratici e lavoro d’archivio sui libri più interessanti usciti in questi anni. I momenti frontali saranno aperti a tutte e tutti, mentre i tavoli saranno riservati a chi si iscriverà da Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta.

Il secondo momento del festival, la Piazza, sarà ad inizio ottobre. Per mille motivi incrociamo le dita e speriamo di poterlo fare dal vivo, da qualche parte, a debita distanza ma potendoci spostare e guardandoci negli occhi. Sarà allora che costruiremo un tavolo di confronto tra i nuovi centri culturali, le reti che li attraversano, i lavoratori e i pubblici che li animano e chi si occupa invece di politiche, di finanziamenti, di costruzione del dibattito culturale e politico.

E poi, arriverà la Festa, perché va bene parlare e ragionare ma il motore che ci muove tutte e tutti è comunque, sempre, necessariamente, quella strana energia che non si può proprio spiegare e che si sente solo quando succede qualcosa sul palcoscenico, arriva la musica dalle casse e accade finalmente l’imprevisto.

Oggi inizia quella nuova avventura, sperando di poterci abbracciare senza preoccupazioni il prima possibile e di trovare il modo di portarla nel resto d’Italia.

Note