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30 Agosto 2018

Pois Tour: l’innovazione sociale a Palermo (passando per il Cilento)

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Il POIS tour continua in questa estate calda, col microfono acceso pronto a raccontare le realtà di innovazione sociale e culturale sparse per l’Italia. Lasciamo Caserta per dirigerci verso il Cilento. Qui si respira un’aria diversa da quella pugliese: ci dimentichiamo della pianura assolata della Terra di Bari mentre percorriamo strade strette e scoscese per raggiungere i paesini di Morigerati, Casaletto Spartano e Tortorella, arroccati sulle colline. Qui ci aspettano i ragazzi di ReCollocal, una piattaforma di rigenerazione urbana e territoriale che opera su aree marginali.

Liviano, Daniele e Rosa ci raccontano di Transluoghi, la residenza formativa e di ricerca che, per nove giorni, accoglie ottanta persone in sette diversi laboratori incentrati sulle cosiddette “aree interne” del Cilento. La “comunità in transito” per questi luoghi avrà il compito e l’onore di immaginare futuri possibili per un territorio ricco di tradizione ma minacciato da un crescente spopolamento.

Giunto alla sua terza edizione, Transluoghi ha scelto quest’anno il tema delle “Connessioni”: tra elementi già presenti sul territorio, tra uomini e paesaggio, tra locale e globale. Per noi di POIS, che abbiamo costruito sul “passaggio” in terre diverse la prima stagione del podcast, il tema è di grande interesse.Prima di ripartire, cogliamo l’occasione di intervistare Silvia Tagliazucchi del Collettivo Artistico Amigdala. Quest’ultimo, assieme all’Associazione Archivio Cesare Leonardi, gestisce #OvestLab, una ex officina meccanica situata al Villaggio Artigiano di Modena Ovest. Memore della cultura artigiana che lo ha animato dal secondo dopoguerra, il Villaggio Artigiano si sta ora lentamente svuotando; la carenza di spazio pubblico e l’alta percentuale di spazi dismessi hanno avuto un impatto negativo sulla qualità della vita nell’area.

Silvia ci racconta del processo collettivo di costruzione di senso per il Villaggio Artigiano; attraverso il festival Periferico, infatti, giunto ormai alla sua decima edizione, la comunità è stata in grado di innescare il processo di rigenerazione di Ovestlab, indagando il rapporto tra arte e rigenerazione urbana.

Restituiamo Silvia ai laboratori di Transluoghi, promettendo di farle presto visita a Modena, e ripartiamo per Rosarno, in Calabria. Entriamo in città verso le tre di pomeriggio. Dobbiamo ancora pranzare, perciò cerchiamo soddisfazione tra i vari bar del paese. Gli unici passanti che incontriamo sono ragazzi dalla pelle nera, mentre il resto della cittadinanza sembra essersi ritirato nei tanti edifici incompiuti che sorpassiamo in cerca di un panificio.

Rosarno sta sulla punta settentrionale della piana di Gioia Tauro, tristemente nota per i fatti di cronaca legati all’agrimafia, al caporalato, allo sfruttamento dei lavoratori stagionali. Ma c’è chi si batte per raccontare una storia diversa: incontriamo oggi Angelo, Francesco e Maria Carmela di FaRo, la Fabbrica dei Saperi di Rosarno, che sta nascendo – in seguito al finanziamento del bando Culturability – nella ex mediateca Foberti, unico spazio pubblico della città, che versava in stato di abbandono.

Al piano superiore di questo edificio in trasformazione ascoltiamo la storia di Kiwi, deliziosa guida di Rosarno, pensata e scritta assieme agli abitanti, e di come a questa esperienza sia poi seguito il progetto di recupero della mediateca. Dopo una piacevole passeggiata per Rosarno, ripartiamo per Villa San Giovanni, da cui il mattino seguente prenderemo il traghetto per la Sicilia.

A Catania, con un grande sorriso, ci aspetta Ciccio Mannino, co-fondatore di Officine Culturali. L’associazione si occupa delle attività di fruizione del Monastero dei Benedettini. In uno degli spazi di questo gigantesco complesso architettonico dalle multiple stratificazioni storiche, chiacchieriamo con Ciccio di partecipazione culturale, di impresa culturale e di cultura d’impresa, e della storia di questo luogo meraviglioso, un po’ università, un po’ spazio pubblico, un po’ laboratorio di sperimentazione di Officine Culturali. All’intervista segue la visita guidata del Monastero che ci lascia a bocca aperta sia per la bellezza del complesso, sia per la dedizione di chi, giorno per giorno, se ne prende cura.

Dopo l’intervista, ci perdiamo per il centro di Catania e tra le prelibatezze della cucina della Sicilia orientale; il giorno dopo ci mettiamo in strada verso Favara.

Comune di 32mila abitanti nella provincia di Agrigento, Favara è nota ai più per Farm Cultural Park, un piccolo miracolo compiuto da Florinda Saieva e Andrea Bartoli in una città che sembrava destinata a scomparire. Farm Cultural Park è una galleria d’arte a cielo aperto che è stata lentamente in grado di supportare la rinascita del quartiere e della città tutta. . Rosario, host d i Farm, ci accoglie e ci mostra i “Sette Cortili”; essendo lunedì il giorno di chiusura, Farm è tutta per noi.

Al microfono, Rosario ci racconta la nascita e il futuro di questa utopia divenuta realtà e i vari progetti, le attività, le persone che la animano. Abbiamo l’occasione di conoscere altri ragazzi che, come Rosario, gravitano attorno a Farm: volontari e lavoratori che, una volta entrati nella sua orbita, non hanno più lasciato il quartiere o hanno deciso di ritornare. Noi invece siamo costretti ad abbandonare a malincuore Farm e ripartiamo alla volta di Palermo.

Eccoci giunti all’ultima tappa del POIS tour. Nel capoluogo siciliano intervistiamo Addiopizzo Travel, costola del comitato Addiopizzo che organizza viaggi turistici nella Sicilia occidentale. Francesca ci racconta la nascita di del progetto , la volontà di sottrarsi al controllo capillare della criminalità organizzata e il desiderio di stimolare una presa di coscienza anche tra turisti e visitatori. Dopo l’intervista abbiamo la possibilità di partecipare al tour “Palermo No Mafia”, che si snoda tra le vie della città per raccontare la storia della mafia in questa città e di chi l’ha combattuta fino all’ultimo respiro.

E così, quasi senza accorgercene, questo folle viaggio da Milano a Palermo per conoscere e capire meglio l’innovazione sociale e culturale è giunto al termine. Siamo stanchi e felici, un po’ frastornati forse, ma pieni di speranza.

Con un abbraccio ci salutiamo e rientriamo alle nostre rispettive città: Viola a Pavia, Carlo a Bari. Abbiamo ore di interviste da risentire e organizzare così che anche voi che ora ci leggete le possiate ascoltare e possiate ripercorrere con noi le tappe del POIS tour. Ci sentiamo a ottobre!


Qui la prima e qui la seconda tappa del POIS tour

Immagine di copertina: ph. Manuele Sangalli da Unsplash

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