Una collezione di modelli, esperimenti e prospettive del meglio in circolazione per trasformare la cultura e renderla aperta, potente e sorprendente: arte, cinema, editoria musica, teatro e videogiochi — un compendio su tutto ciò che è cambiato durante la quarantena per la pandemia di Coronavirus.

Contesto

La vivacità di una società la si vede anche dalle risposte che intellettuali, artiste, ricercatori e operatrici culturali provano a dare in una fase di crisi. Il dibattito che si è animato nei mesi del lockdown (e che sfortunatamente è continuato e ora si ripropone con altrettanta urgenza) sui modi in cui la cultura si sta trasformando — fatto di articoli, libri, video, messaggi, appelli e manifesti — non può che essere una testimonianza di vitalità e di resistenza. Noi vogliamo partecipare a questo dibattito, ma vogliamo anche proporre una strada diversa.

Molti chiedono nuovi paradigmi. Ma spesso le risposte teoriche alla trasformazione dei modi di fare e fruire cultura (sacrosante, intendiamoci!) non riescono a trasformarsi in pratica con un concreto spostamento dell’asse di interesse su nuove forme di finanziamento; non riuscendo, quindi, a costruire le prospettive per un sistema in fase di cambiamento accelerato

Analisi

Blueprint è un compendio che si prefigge l’obiettivo di partire dalle pratiche per promuovere nuove visioni e paradigmi, così da raccogliere e analizzare cosa è stato fatto per sviluppare nuove prospettive. Quelle che si invocano sono pratiche nuove e modelli scalabili per tutta l’attività culturale. Per questo motivo ci siamo chiesti: cosa fanno gli altri? Cosa fanno le istituzioni culturali degli altri paesi?

Si tratta di una vera e propria opera collettiva che ha visto la partecipazione attiva di 35 intellettuali, artiste, ricercatori e operatrici culturali per farci segnalare pratiche virtuose adottate in tutto il mondo in cui abbiamo chiesto di spiegarci perché, secondo loro, quel modo di fare cultura può essere il punto di partenza per una nuova visione dell’esperienza culturale post-pandemica.

Quindi cheFare?

Insieme al Polo del ‘900 e Simone Arcagni, abbiamo raccolto queste segnalazioni e le abbiamo catalogate, creando un compendio di pratiche culturali trasformative e urgenti — è a partire da qui che chiediamo a tutte le lettrici e i lettori di Blueprint di adottare queste pratiche e scoprirne l’approccio all’origine per farle proprie: nelle nostre istituzioni, organizzazioni e pratiche quotidiane.

Il risultato è un’antologia di pratiche co-costruita insieme a Alice Avallone, Anna Cagnazzi, Annamaria Monteverdi, Antonio Prudenzano, Bruno di Marino, Cecilia Cognini, Chayn Italia, Claudia D’Alonzo, Elisa Moretto, Emanuele Quinz, Enrico Gentina, Filippo Tantillo, Francesca Berardi, Freddy Paul Grunert, Giorgio Gianotto, Giuliana Ciancio, Giulio Sangiorgio, Jacopo Franchi, Lara d’Argento, Lorenzo Balbi, Lorenzo Benussi, Lorenzo Gerbi, Marco Mancuso, Maria Chiara Ciaccheri, Maria Elena Colombo, Maria Grazia Mattei, Maria Paola Zedda, Matteo Meschiari, Paolina Baruchello, Roberta Capozucca, Serena Danna, Sergio Dogliani, Silvia Bottiroli, Silvia Semenzin, Simone D’Antonio, Tatiana Bazzichelli, Tiziano Bonini, Valentina Tanni, Valentino Catricalà, Virginia Ricci.

Clicca qui per scaricare gratuitamente Blueprint in formato PDF.

 

Blueprint è stato ideato, progettato e realizzato da Simone Arcagni, Paola Asproni, Alessandro Bollo, Marilù Manta, Federico Nejrotti, Bertram Niessen, Giulia Osnaghi e Celeste Zavarise.

 

Tutti i nostri progetti sono pensati per creare le nuove forme di impatto culturale e lo facciamo insieme a comunità, organizzazioni e istituzioni — se questo progetto ti è piaciuto e vorresti svilupparne uno simile, contattaci per email e parliamone.