I nuovi modi di fare cultura

Noi di cheFare facciamo parte di una vasta rete caratterizzata dalla diversità.
In un certo senso la macchina da scrivere è stata fatta a pezzi e la cultura si produce e si diffonde attraverso una molteplicità di piccoli centri e di nuovi modi di lavorare essenzialmente diversi tra loro.

Tra quelli che chiamiamo nuovi centri culturali ci sono mercati e MakerSpace, istituti didattici e riconfiguratori di spazi inutilizzati, centri per le arti, librerie, compagnie teatrali, gruppi dediti alla rigenerazione urbana, associazioni che promuovono la lettura sul territorio e associazioni che lo fanno via Twitter, e potremmo andare avanti ancora molto.

Abbiamo pensato la rubrica I nuovi modi di fare cultura per cercare una rappresentazione immediata e leggibile di questo panorama variegato: il lavoro di tanti operatori culturali in Italia e fuori potrebbe trasformarsi in sapere condiviso, ma serve una rappresentazione delle pratiche delle nuove realtà culturali dal basso.

La cornice sono le 15 domande, sempre identiche, che proponiamo a tutti. Le specificità di ciascuno emergono dalle risposte anche se sono secche, o quasi. L’aspetto di questo sottobosco diventerà visibile col tempo e con la quantità.

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