«Rosetta. Un progetto culturale nomade» è un ciclo di incontri culturali che ha messo in relazione tra loro i nuovi centri di Milano, i nuovi luoghi della produzione e della distribuzione culturale.

Contesto

Per due anni, con una cadenza mensile, ha affrontato temi come le migrazioni, la città accessibile, la diffusione del sapere e dell’ignoranza, i beni comuni e gli spazi di produzione culturale, la manifattura 4.0 e le politiche del lavoro.
La progettazione culturale è stata di a cura di Valeria Verdolini e il progetto visuale di Maddalena Fragnito.

 

Analisi

L’obiettivo è raggiungere nuovi pubblici anche molto giovani attraverso il piacere e il desiderio che la cultura è capace da sempre di accendere.

Quindi cheFare?

L’obiettivo principale era quello di raggiungere nuovi pubblici – anche molto giovani – attraverso il piacere e il desiderio che la cultura è capace di accendere, anche se tendiamo a dimenticarcene.

 Rosetta è un «progetto culturale nomade» perché i suoi due tratti principali sono stati lo spostamento (di luogo e di sguardo) e il tentativo di comprensione e comunicazione tra spazi e visioni differenti. Rosetta si è assunta l’onere di tentare traduzioni imperfette ma vitali tra pubblici, scene e contesti che di solito non si incontrano.

Sulle pagine dell’Almanacco di cheFare abbiamo pubbicato articoli, interviste e riflessioni intorno alle idee da cui è nato il progetto, ai suoi protagonisti intesi sia come persone che come spazi e ai singoli temi che Rosetta ha affrontato di volta in volta.

Rosetta è un progetto ideato e promosso da Casa della Cultura di Milano e cheFare, realizzato con Fondazione Cariplo.

I nuovi centriculturali concui abbiamo collaborato sono: Cinema Beltrade, WeMake, Bar Joy, Otto, Rob de Matt, Libreria Gogol & co., Opendot, Macao, Santeria Paladini, Base, Polifactory, Mare Culturale Urbano, Mercato Lorenteggio, Nuovo Armenia, Libreria Verso, Il Cinemino, Santeria Social Club.

Tra i 78 ospiti invitati ci sono stati docenti universitari italiani e stranieri (da Michel Bowens a Stefano Simonetta, da Andrea Fumagalli a Valentina Pisanty, da Gloria Origgi a Giovanni Ziccardi, da Pietro Vereni a Paolo Mottana, da Umberto Curi a Salvatore Veca, passando per Claudio Paolucci e Matteo Schianchi), scrittori (in ordine sparso: Edoardo Albinati, Elena Stancanelli, Giorgio Vasta, Francesco Pecoraro, Giorgio Falco, Giuseppe Genna, Ugo Cornia, Veronica Raimo, Marco Philopat, Paolo Nori, Gabriella Kuruvilla), quattro registi (Suranga Katungapala, Sebastiano Mauri, Alessio Cremonesi, Monica Stambrini), attori (She Yang Shi) , uno psichiatra (Thomas Emmenegger), una sociologa basagliana (Maria Grazia Giannichedda), alcuni giornalisti e autori (Stefano Liberti, Christian Raimo, Antonio Sgobba, Nicola Bruno, Marina Pierri, Hamilton Santià, Valerio Mattioli, Raffaele Alberto Ventura, un sindacalista (Aboubakar Soumahoro), una direttrice di un festival teatrale (Eva Nekylayeva) svariati designer (Enrico Bassi, Stefano Maffei, Ezio Manzini) un artista (Adrian Paci), qualche avvocato, un pizzaiolo scrittore (Cristiano Cavina) , alcuni critici cinematografici (come Gianni Canova, Fabrizio Luisi), altri letterari (come Daniele Giglioli) , molte femministe (Giorgia Serughetti, Elisa Cuter, Carlotta Cossutta, Giulia Blasi, e quasi tutte le ragazze citate in precedenza), oltre ad attivisti e attivatori sociali, curatori museali, pensatori e ribelli.

Abbiamo tenuto traccia puntuale di Rosetta sul blog rosettamilano.it

Tutti i nostri progetti sono pensati per creare le nuove forme di impatto culturale e lo facciamo insieme a comunità, organizzazioni e istituzioni — se questo progetto ti è piaciuto e vorresti svilupparne uno simile, contattaci per email e parliamone.

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