In ricordo di Aaron Swartz

2013. È un mattino di gennaio e a Crown Heights, Brooklyn, tanto per cambiare fa un freddo cane. Taren però non lo sente, mentre fruga la borsetta cercando le chiavi dell’appartamento del suo fidanzato: nella sua testa adesso c’è solo Aaron. Deve vederlo: la sera prima nel loro locale preferito era stata fantastica, avevano passato tutta la cena a discutere di algebra avanzata. Si sentivano così fortunati a essersi incontrati. Tuttavia qualcosa passava per la testa di Aaron, qualcosa più del solito. Non era esattamente un periodo felice per lui, ammesso che la felicità fosse un obiettivo alla portata di una mente così complessa.

http://www.aaronsw.com / Remember Aaron

La missione principale della vita di Aaron era liberare la conoscenza, ovunque essa fosse prigioniera. Non aveva ancora quattordici anni e sembrava davvero un bambino mentre scriveva le specifiche del protocollo RSS. A vent’anni aveva già fatto la sua piccola startup, Reddit, niente di importante, giusto il sito di social bookmarking più popolare d’America.

Quindi era diventato un attivista di internet in senso stretto, con il pallino della redenzione di archivi, banche dati e biblioteche. Ovunque ci fosse un lucchetto sulla conoscenza, lui non riusciva proprio a resistere, doveva rimuoverlo a tutti i costi. “È come la Principessa prigioniera” diceva “e io sono Super Mario, devo liberarla” così aveva fatto con la Libreria del Congresso. Finché, un anno fa, dalla rete del MIT aveva scaricato oltre 4 milioni di articoli accademici, contributi già pagati con soldi pubblici, ma resi disponibili solo a pagamento attraverso il sistema JSTOR. Aaron tentò di fare ciò che riteneva giusto, ovvero renderli disponibili a tutti gratuitamente, ma venne pizzicato dalle autorità dell’ateneo. In sé non era nulla di grave, Aaron disponeva delle credenziali, tecnicamente non era nemmeno cracking, eppure il procuratore distrettuale di Boston sembrava considerare la cosa alla stregua di una violazione della sicurezza nazionale e aveva incriminato Aaron con ben tredici capi di accusa, punibili fino a trentacinque anni di carcere. Ma Aaron contava tra i suoi amici alcune tra le intelligenze più stimate del pianeta, da Lawrence Lessig a Tim Berners-Lee, e sicuramente si sarebbe risolto tutto per il meglio, pensava Taren aprendo la porta dell’appartamento. Dentro è tutto in disordine, tra le innumerevoli qualità del fidanzato, Taren non poteva davvero annoverare l’ordine casalingo. “Aaron, amore, dove sei?” che stesse ancora dormendo? Gli succedeva quando restava a lavorare fino a tardi… “Amore, se qui?” Mentre gira per i corridoi, Taren nota la porta del bagno aperta. Lì dentro Aaron Swartz ha appeso i suoi ventisei anni a una corda e si è ucciso.

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