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24 marzo 2017

Tournée da Bar: i numeri di un anno in movimento

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Nella puntata precedente:

Davide: “È stata una volata pazzesca”
Sara: “Fa impressione pensare a quante cose abbiamo fatto nel giro di qualche mese”
Josephine: “Se ci pensi, proprio un anno fa scoprivamo di aver vinto il bando”
Davide: “Da lì è iniziata una corsa non dimenticheremo mai”

Dal giorno del pitch di presentazione della Tournée da Bar davanti alla giuria, a quello in cui vengono proclamati i tre vincitori passano solo pochi giorni: il 14 dicembre Davide e gli altri scoprono che i loro sforzi sono stati ripagati: hanno conquistato il terzo posto del bando cheFare. Da quel giorno, iniziano 12 mesi di crescita inarrestabile.

Gennaio – L’obiettivo sul lungo termine è uno solo: preparare nel migliore dei modi il nuovo spettacolo della Tournée da Bar (la cui nascita abbiamo raccontato in questo articolo) da portare in scena entro aprile: l’Amleto. Tutto il mese, però, è costellato dai primi incontri con i tutor di cheFare, mentre prende piede un’importante partnership: quella con il Teatro Carcano, che grazie alla vittoria nel bando e all’interesse del direttore Fioravante Cozzaglio, inizia a contribuire alle attività della Tournée da Bar avviando una collaborazione per le attività del 2016.

“È stata una fase concitata, anche per ‘l’atto di fiducia’ espresso dalla giuria nell’attestare la vittoria alla Tournée da Bar, che abbiamo vissuto come una riserva nei nostri confronti e che ci ha spronato a impegnarci al massimo, per dimostrare che anche un progetto piccolo come il nostro poteva portare risultati importanti”, racconta Davide Palla, project manager e attore della Tournée da Bar. Dodici mesi dopo, i risultati premieranno la fiducia: dove nel budget iniziale erano previsti tremila euro dalla vendita di spettacoli, i numeri reali parlano oggi di quasi 20mila euro. E se il budget complessivo, tra entrate e uscite, era previsto restasse attorno ai 30mila euro, nella realtà si è andato decisamente oltre, più che raddoppiando questa cifra.

Febbraio – Procede il lavoro di pianificazione e le prove per arrivare pronti all’appuntamento con il nuovo spettacolo; ma è anche il mese in cui bisogna ampliare il personale. Un’esperienza che la Tournée da Bar decide di affrontare in maniera del tutto particolare, coinvolgendo i candidati in una serata di selezione durante la quale vengono messe a dura prova le loro abilità. “In questo periodo abbiamo imparato moltissimo”, prosegue Davide. “Abbiamo iniziato a mettere in pratica, nella scelta del personale ma non solo, quello che avevamo imparato nei giorni di laboratorio, scoprendo come si lavora in team. Tutte modalità che ho cercato di mettere a punto e specificare all’interno del nostro gruppo”.

Contemporaneamente iniziano gli incontri di monitoraggio con cheFare, in cui si discute anche di strutturazione dell’organico e soprattutto, partendo dagli errori commessi nella prima stesura, di costruzione del budget (un lavoro specifico, che viene svolto con il tutor Rosario Gambera). Ma le cose da imparare sono tante: come si strutturano i processi interni, quante figure servono per portare avanti l’attività, come si dividono i compiti. “È un lavoro enorme, che ancora oggi non è concluso. Questo lavoro è stato importantissimo e sarebbe fantastico potersi fermare per pianificare solo questo aspetto nel migliore dei modi possibili. C’è un detto di Abramo Lincoln che dice: ‘Se avessi otto ore per tagliare un albero, ne passerei sei ad affilare l’ascia’. Ma purtroppo fermarsi è praticamente impossibile”.

Sempre a febbraio, la Tournée da Bar si mette in contatto con il comune di Milano, con il quale inizia un periodo di interlocuzione con l’assessorato alla cultura per capire come avviare un rapporto di collaborazione, dialogo e sostegno alle attività.

Marzo – Le prime date della Tournée da Bar dopo la vittoria del bando iniziano a circolare per Milano e dintorni: anche allo scopo di promuovere l’impegno di aprile che si fa sempre più vicino. È un periodo in cui la parola d’ordine è solo una: promozione. Anche a questo scopo viene organizzata per il 30 marzo un’importante conferenza stampa al Teatro Carcano, a cui partecipano il direttore Fioravante Cozzaglia, Oliviero Ponte di Pino (mentor del progetto e membro della Commissione consultiva per il teatro del ministero della Cultura), il direttore di SmartIt Giulio Stumpo e l’assessore alla cultura del Comune di Milano Filippo Del Corno.

Aprile – Arrivano i primi successi con l’inaugurazione della “Trilogia Shakespeariana”, grazie alla quale girano nei bar di Milano le due precedenti produzioni (l’Otello e il Romeo & Giulietta) e uno spettacolo interamente nuovo (l’Amleto). “È stato un successo che è andato oltre le nostre aspettative più rosee”, racconta Davide. “Non ci saremmo mai aspettati di vedere così tanto pubblico e ci siamo trovati ad affrontare un problema nuovo: i bar a volte erano troppo piccoli per contenere le persone che si presentavano” (le foto di Massimo Volontè hanno raccontato proprio la trasformazione dei bar in teatri improvvisati). La media di spettatori, in effetti, è molto alta, e alla serata finale all’Osteria del Treno, durante la quale si tiene una vera e propria maratona in cui vengono portati in scena tutti e tre gli spettacoli, si presentano complessivamente oltre 800 persone, di cui 500 solo per l’ultima recita.

Maggio – Nasce una partnership importante all’insegna del social reading, quella con Twletteratura: “Ci siamo conosciuti perché entrambi eravamo soci di SmartIt e durante la partecipazione al bando ci eravamo sostenuti a vicenda nella raccolta voti. Loro ci hanno aiutato nella promozione della trilogia shakespeariana di aprile e noi siamo invece andati a un incontro al Salone del Libro di Torino per una presentazione davanti agli studenti ai quali Twletteratura stava facendo un corso di social reading”, racconta Davide. “Ci siamo trovati molto bene, e abbiamo deciso di dare vita a un progetto comune che comincerà quest’anno” . Mentre continuano gli incontri con cheFare e le repliche degli spettacoli, la Tournée da Bar partecipa a LAIV Action, un festival della Fondazione Cariplo che si tiene presso il teatro Elfo Puccini, a cui partecipano 107 istituti superiori e in cui i ragazzi delle scuole propongono diversi generi di spettacoli, avendo l’opportunità di entrare in contatto con le imprese culturali: “È stata una bellissima occasione per lavorare con gli studenti, e i commenti che hanno lasciato alla fine mostrano come sia possibile instaurare un ottimo rapporto con i ragazzi, anche all’insegna della cultura”.

Giugno – Dopo una breve vacanza, inizia un periodo decisivo: la ricerca di luoghi e la pianificazione del calendario in vista della Tournée (quasi) nazionale che partirà a settembre. Si gira per tutte le città coinvolte, fissando le prime date, partecipando agli incontri con cheFare e continuando a portare nei bar le repliche degli spettacoli.

Luglio – È il mese in cui viene completata la partecipazione a tre nuovi bandi: Note e sipari di fondazione CRT, Funder35 di Fondazione Cariplo e Open di Compagnia San Paolo. Contemporaneamente, viene chiusa la pianificazione del calendario della tournée nazionale.

Agosto – Un po’ di vacanza non ce la si può negare, ma la tournée incombe: “Abbiamo lavorato un sacco sulla promozione, preparando i materiali con i grafici e stendendo il piano di comunicazione”, spiega Davide. “In più, abbiamo messo a punto i contatti dei vari bar che ci avrebbero ospitato e altro ancora” (per capire quanto sia estenuante un lavoro di questo tipo, si può leggere il racconto dettagliato dell’organizzazione della tappa di Torino).

Settembre – Iniziano le prime date sparse per la Lombardia, antipasto dei quattro mesi di Tournée: “In quei primi giorni di settembre abbiamo partecipato a parecchi festival, ma soprattutto eravamo concentrati sulla chiusura della promozione in vista del lancio della tournée vera e propria, che sarebbe cominciata il 23 settembre a Milano”.

Ottobre – Nasce la collaborazione con il Teatro Stabile di Bolzano all’insegna dell’audience development: un lavoro che proseguirà anche nel 2017. Contemporaneamente, arriva una nuova bella notizia: uno dei bandi a cui la Tournée da Bar ha partecipato è andato a buon fine, Open porta in cassa 35mila euro per il prossimo biennio.

Novembre – Si fa vivo il comune di Milano: “In questo mese è arrivata un’importante notizia: il comune ha stanziato un contributo nei nostri confronti di 5000 euro per le attività svolte ad aprile e si spera che in futuro si possano ottenere contributi anche per nuove attività”, spiega Davide. Un aiuto, quindi, che si fa concreto e che potrebbe continuare a svilupparsi nel tempo. Contemporaneamente, si muovono i primi passi per instaurare un dialogo simile anche con la regione Lombardia.

Dicembre – Il tre del mese è la volta della diretta su Radio3 durante Piazza Verdi: una bella occasione per farsi sentire e conoscere da una platea sempre più ampia. Nello stesso mese, si chiude la Tournée e arriva un riconoscimento: Davide e gli altri ragazzi si sono aggiudicati il premio Rete Critica come “miglior progetto di comunicazione”. Di fatto, si comincia a raccogliere quanto seminato: viene riconfermata la partnership con il Carcano anche per il 2017 e si amplia l’azione di audience development: “I teatri ci stanno accordando la loro fiducia in questa operazione, ed è una cosa bellissima, soprattutto se si considera che noi abbiamo appena iniziato a lavorarci”.

L’anno si conclude con la vittoria del bando Funder35 di Fondazione Cariplo (70mila euro per il prossimo triennio): un’altra importante tappa portata a compimento al termine di 12 mesi incredibili, che più di ogni discorso si possono riassumere con queste cifre:

94 serate di spettacoli
6 regioni coinvolte
Più di 20.000 euro di incassi dai bar
Più di 8.000 spettatori complessivi
58 bar coinvolti
450 magliette vendute
285 spille vendute
60.000 flyer stampati e distribuiti
37.300 visualizzazioni di video su Facebook
26.000 risposte a eventi Facebook
4.900 like su Facebook
E un numero non classificabile di applausi, lacrime e birre bevute.

12 mesi dopo aver iniziato a raccontare questo percorso, Davide ed io ci incontriamo di nuovo, per chiudere il percorso di storytelling legato alla vittoria del bando cheFare:

Davide: Beh, direi che abbiamo raccontato tutto.
Andrea: Si, almeno tutto il 2016
Davide: Già.
Andrea: E adesso?
Davide: Adesso cosa?
Andrea: Adesso cosa facciamo?
Davide: Ho una idea, e dobbiamo parlarne davanti a una birra!
Andrea: Non ne avevo dubbi.

TO BE CONTINUED?

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