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Partecipazione urbana e nuovi centri culturali: esperienze e soluzioni a confronto

Venerdì 15 ottobre a partire dalle 14.30 presso la sala LAB della Triennale di Milano cheFare assieme ad ANCI in qualità di Punto Nazionale del programma URBACT per l’Italia, condurranno un workshop a porte chiuse che coinvolge i portavoci di alcune delle principali città italiane.

URBACT è un programma di cooperazione territoriale europea che mira a promuovere lo sviluppo urbano sostenibile integrato nelle città di tutta Europa. La sua missione è consentire alle città di lavorare insieme e sviluppare soluzioni integrate alle sfide urbane comuni, mettendo in rete, imparando dalle reciproche esperienze, traendo lezioni e identificando buone pratiche per migliorare le politiche urbane.

Molte delle città italiane hanno partecipato al programma, raggiungendo tra i principali risultati quello dello sviluppo di politiche di partecipazione degli attori locali e, più in generale, il miglioramento della capacità di analisi e di governance da parte dei comuni.

Da parte nostra cheFare si occupa da quasi dieci anni di mappare, finanziare, facilitare e connettere le iniziative di cultura collaborativa sui territori. Nell’arco degli ultimi tre anni abbiamo individuato come elemento strategico per potenziare queste forme culturali i Nuovi Centri Culturali: spazi ibridi di prossimità, aperti alle comunità e alle energie dei contesti in cui operano, che fungono da piattaforme di progettazione, produzione e fruizione di cultura sui territori in una visione integrata con le pubbliche amministrazioni, con i soggetti del terzo settore culturale e sociale, con i privati e le organizzazioni di secondo livello.

In quest’ottica, a seguito della prima tappa del programma nazionale per i nuovi centri culturali laGuida, abbiamo sviluppato 11 raccomandazioni per i policy maker per il rafforzamento dell’attività dei nuovi centri culturali sui territori.

Assieme ad URBACT abbiamo esaminato questo risultato per scegliere uno di questi enunciati e crearvi attorno un ragionamento che inviti le città coinvolte a “non sedersi” ma ad evolversi continuando a coltivare una partecipazione attiva con il territorio.

La scelta è ricaduta sulla decima raccomandazione:

È necessario identificare misure specifiche che sostengano progettualmente forme di partecipazione sui territori, articolando rapporti tra nuovi centri culturali, pubbliche amministrazioni, organizzazioni emergenti e istituzioni tradizionali

Su questa riflessione si concentrerà il workshop Partecipazione urbana e nuovi centri culturali: esperienze e soluzioni a confronto che vedrà confrontarsi i rappresentanti dei comuni di Bari, Milano, Genova, Mantova, Ravenna e dell’Urban Lab di Torino.

Il dialogo sarà moderato da Bertram Niessen, direttore scientifico di cheFare, Paolo Testa, capo dell’Area studi e ricerche dell’Anci e Simone D’Antonio, giornalista ed esperto di politiche urbane europee.

In seguito saranno messe sul tavolo una serie di worst e best practices significative, che permettano ai partecipanti di confrontarsi ed apprendere equamente. Gli obbiettivi sono sia rendere questi esempi e buone pratiche estendibili ad altre città per creare un modello che assimili sia pratiche Urbact che altre più informali; sia identificare modelli ed elementi comuni di partecipazione, per comprendere le differenze tra le città che hanno sviluppato questi percorsi all’interno del programma Urbact e quelle che li hanno sviluppati al di fuori.

 

Dalle 18.00 la presentazione aperta al pubblico del libro di d’Antonio e Testa dal titolo Le Città sono la soluzione. Un viaggio nell’Italia dei comuni innovativi che indaga i processi di partecipazione civica e come questi contribuiscano a rendere le città europee ed italiane più sostenibili, eque e produttive.