Wunderbaum: una riunione di condominio per portare il pubblico a teatro

“Un consiglio? Se vuoi conoscere l’Italia, vieni a un riunione di condominio”. Più o meno è quello che un anno fa il vicino della casa milanese dove Marleen Scholten si era trasferita dall’Olanda le disse. “Mi sembrò subito una buona idea – ricorda ora l’attrice – Anche per il nostro teatro”. Il “nostro teatro” sono i Wunderbaum, che tradotto in italiano sarebbe il famoso “Arbre Magique” che si appende in auto (“Dovrebbe profumare, ma è, diciamo, così forte che ti rimane addosso…Ci è piaciuto subito”): sono il collettivo olandese di Rotterdam, cinque attori, nessun regista, presenza forte della scena europea contemporanea che vedremo più volte in Italia questa stagione.

E quanto a quella riunione di condominio è diventata pari pari uno spettacolo, caustico e divertente, Chi è il vero italiano? che è proprio una “vera riunione”, con alcuni dei vicini di casa di Marleen, altri non-attori in scena a discutere con l’amministratore di pulizia delle scale, spese…, ma anche l’occasione per una comunità, sia pur piccola come quella condominiale, in cui ripensare relazioni fuori dagli schemi prestabiliti.

Lo si vedrà il 24 e 25 novembre per il Romaeuropa Festival al Teatro Quarticciolo, periferia popolare della capitale insieme a un laboratorio con gli abitanti del quartiere i quali potranno dare suggerimenti per lo spettacolo. Sì, perché il teatro dei Wunderbaum è “arte partecipata”, ma anche “percorsi di attivazione urbana”, ma anche “coinvolgimento del pubblico”: nasce e (spesso) si fa col pubblico, senza perdere ritmo e capacità di raccontare. Se in Chi è il vero italiano?, nato in collaborazione con Mare Culturale Urbano che a Milano si occupa di sviluppo territoriale delle periferie, i protagonisti sono proprio cittadini qualunque nella loro situazione “quotidiana”, in Magna Plaza, che nel 2010 rivelò i Wunderbaum a Santarcangelo, è la reazione della gente a fare lo spettacolo: gli attori rifacevano un film di Takeshi Kitano in un centro commerciale in mezzo ai clienti imbarazzati mentre solo alcuni spettatori con le cuffie seguivano il tutto. E sempre la reazione del pubblico fa parte di Looking for Paul in programma per il festival “Tramedautore” il 18 al Piccolo Teatro Grassi – preceduto il 17 dal docu-film Stop Action Now – un lavoro nato sulle tracce di Paul McCarthy, l’artista americano della discussa statua di Santa Claus a Rotterdam… In tutti i casi, i Wunderbaum diventano una leva che crepa la superficie del teatro come siamo abituati a viverlo e insieme una lente di ingrandimento con cui guardare più da vicino il mondo.

Marleen dunque quella riunione di condominio è stata utile?

“Sì, all’inizio fu uno shock, certo, ma molto interessante. Quelle riunioni raccolgono un piccolo microcosmo che è già teatro perché devi da un lato preservare la privacy e dall’altro trovare soluzioni per star bene insieme”. I suoi condomini come hanno preso l’idea di finire in uno spettacolo? “Bene, bene. Il mio condominio raccoglie tante nazionalità, è interessante. Io ho iniziato ascoltando le storie di ciascuno che ora fanno parte dello spettacolo, storie successe davvero”.

Tipo?

“Una signora che si lamenta perché sul suo balcone cade di tutto, anche una testa di gallina. Oppure quella che vuole le telecamere per scoprire chi è che non divide i rifiuti. Tutte cose vere. Poi è importante anche il confronto tra diverse identità culturali. Per esempio, io volevo fare una festa nella terrazza condominiale per presentarmi a tutti, ma uno dei condomini più anziani dice che da 20 anni cercano di riparare quella terrazza ma non viene riparata mai. Ecco: un’olandese non penserebbe mai che le cose andranno sempre come sono”.

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