Un simile insieme di città può essere considerato come una città in sé, città che comprende i suoi hinterland e le sue colonie. Essa forma una rete in cui le città dell’insieme corrispondono ai nodi e gli hinterland agricoli alle maglie. Chiamo quest’insieme di città “città-continente”.

La città continente

Comincia ad emergere una nuova forma di habitat: un insieme di città, medie o piccole, collegate da una rete di trasporti ad alta velocità. Tale rete di trasporti, creando un collegamento tra città relativamente distanti (dai 100 ai 200 km), fa sì che la fascia di territorio che le separa km), fa sì che la fascia di territorio che le separa possa rimanere agricola e fungere da hinterland per ciascuna di loro. Questa rete agevola inoltre un rapporto di “colonizzazione reciproca” tra le città che rientrano nell’insieme.

Un simile insieme di città può essere considerato come una città in sé, città che comprende i suoi hinterland e le sue colonie. Essa forma una rete in cui le città dell’insieme corrispondono ai nodi e gli hinterland agricoli alle maglie.
Chiamo quest’insieme di città “città-continente”.

La megalopoli, forma urbana frutto dello sviluppo delle grandi città, è un agglomerato di periferie, tra loro contigue. Rappresenta un tessuto urbano continuo, tra i 100 e i 200 km di diametro (esempi: Los Angeles, New York, Tokyo, Parigi o Londra), omogeneo e non interrotto da zone agricole.

La città-continente rappresenta al contrario un tessuto vario, in cui si alternano zone urbane (in precedenza città medie) e zone agricole (l’hinterland). Esempi di questa forma sono la rete Shinkansen in Giappone, la rete TGV in Francia o l’Intercity Netz in Germania.

La città-continente somiglia quindi a una metropolitana su più vasta scala. Se la metropolitana urbana collega stazioni (centri secondari) che distano tra loro dai 500 ai 1000 metri, la “supermetropolitana” della città-continente collega città secondarie a 100 o 200 km di distanza tra loro.

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